“Linea Diretta Tour” La prima tappa a Salerno

UNICA in collaborazione con Enti, istituzioni organizza una serie di eventi rivolti ad imprenditori, professionisti e operatori del settore. Dopo l’emergenza sanitaria è necessario pensare alla ripartenza delle PMI tra obblighi, adempimenti e proposte con un tavolo tecnico per approfondire tutte le tematiche relative alla ripresa delle attività, e  analisi degli strumenti innovativi e utili al miglioramento della qualità della vita lavorativa. Un confronto aperto al tavolo con esponenti di enti ed istituzioni dopo l’emergenza sanitaria che ha cambiato profondamente la cultura di gestione aziendale rimettendo al centro la nuova sicurezza dei lavoratori e non solo.

L’incontro-dibattito, organizzato da Federazione Unica Unione nazionale italiana micro e piccole imprese del commercio, dei servizi e dell’artigianato, il 19 novembre 2021, nella sede di Unica a Salerno.

L’iniziativa, prima tappa di “Linea diretta tour” (il prossimo incontro a Milano il 17 dicembre) del ciclo di incontri promossi per favorire il dialogo tra i diversi attori  del mondo del lavoro e cercare un confronto a tutto campo su aspetti e questioni al centro del dibattito politico nazionale, a partire dal green pass e dalla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i temi trattati gli ammortizzatori sociali sono stati al centro dell’intervento di Mauro Marucci, consulente del lavoro esperto Fondazione Studi che ha fatto il quadro su «situazione pandemica, strumenti disponibili e riforma». Il direttore Inps Salerno, Ciro Toma, ha illustrato, tra le altre cose, le possibilità offerte, per il biennio 2021/2022, di esonero contributivo per le donne assunte e di Cig. In tema di “sicurezza sul lavoro”,  da remoto, Giuseppe Cantisano, Capo dell’ispettorato interregionale del lavoro del Sud Italia, ha fatto il punto sulle nuove normative. Sul “lavoro di domani”, fra energia green e digitale si è soffermato Carlo Zinno, Presidente dell’ordine dei Consulenti del lavoro di Salerno. L’importanza della federazione Unica “risorsa per le imprese e i professionisti” ne ha parlato il presidente nazionale Stefano Diquattro. Durante la tavola rotonda si è discusso anche di “rappresentatività delle organizzazioni sindacali” con Antonio Zoina, direttore dell’ispettorato del lavoro di Salerno, e  di applicabilità delle norme e difficoltà dei professionisti nelle realtà aziendali con l’avvocato Pasquale Visconti.

Read More

Linea Diretta Tour

Linea Diretta Tour è un’iniziativa ideata e promossa da Federazione UNICA, nata per creare un filo diretto tra imprese, professionisti, enti e istituzioni, con la moderazione della nostra associazione di categoria.
L’obiettivo è quello di favorire il dialogo, generare momenti di confronto qualificato, condividere esperienze e offrire strumenti concreti a sostegno della competitività del sistema produttivo delle micro e piccole imprese del territorio.

Gli obiettivi del tour

Linea Diretta Tour nasce con l’intento di:

  • Incentivare il dialogo costruttivo tra imprese, professionisti, enti e istituzioni;

  • Diffondere un’analisi di concetto sui settori produttivi legati al Terziario esteso;

  • Promuovere la conoscenza di strumenti operativi a sostegno della competitività delle MPMI, con focus su formazione e Bilateralità;

  • Favorire la crescita e la competitività delle imprese, mettendo al centro persone e competenze, attraverso un confronto tecnico.

Linea Diretta Tour Salerno Lecce  Milano Le tappe dal 2021

Porta Linea Diretta Tour nella tua provincia!

Vuoi ospitare una tappa di Linea Diretta Tour e creare un momento di confronto e crescita per le imprese del tuo territorio?
Federazione UNICA è pronta a collaborare con enti, associazioni e istituzioni per dare vita a nuove iniziative.

👉 Contattaci e organizza Linea Diretta Tour nella tua provincia: insieme possiamo dare più forza alle imprese!

Fondo Nuove Competenze

Le Politiche attive in favore della riqualificazione dei lavoratori

L’attuale emergenza epidemiologica e la conseguente crisi economica  hanno evidenziato la necessità di investire,  oggi più che mai, nelle politiche attive del lavoro attraverso un piano strutturale per mantenere intatti i livelli occupazionali e rinfrancare i settori merceologici, duramente colpiti dalla crisi pandemica.

Per tali fini si distingue – nell’ambito delle misure introdotte per contrastare la crisi – il Fondo Nuove Competenze, istituito presso l’ Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104); il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 9 ottobre 2020 e con determinazione Anpal del 4 novembre 2020.

L’obiettivo di tale misura è sostanzialmente duplice, sostenere la ripresa dell’attività lavorativa delle imprese, implementando il processo di adattamento a nuovi modelli organizzativi e produttivi nonché offrire ai lavoratori strumenti innovativi per lo sviluppo di nuove competenze e ciò nell’ottica “innalzare il capitale umano” quale risorsa per adeguarsi alle nuove condizioni di mercato.

Presupposto per l’accesso al Fondo nuove competenze-  la cui gestione è affidata all’Anpal – è la sottoscrizione di un accordo collettivo di secondo livello da parte di associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (in caso di accordo territoriale), ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda (in caso di accordo aziendale).

La norma  si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione; la riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di sviluppo formativo delle competenze del lavoratore.

Le FAQ pubblicate il 23 novembre 2020 dall’Agenzia nazionale per le politiche del lavoro (ANPAL) chiariscono che i contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze sono destinati non solo alle imprese, ma a tutti i datori di lavoro del settore privato, compresi i liberi professionisti, che hanno dipendenti e che applicano il CCNL.

Gli accordi sindacali dovranno contenere la descrizione del progetto formativo, il numero dei partecipanti, il numero di ore dell’orario di lavoro da destinare alla formazione delle competenze (con un limite massimo di 250 ore per ciascun lavoratore).

Nell’accordo sarà necessario individuare con precisione i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa e del conseguente adeguamento necessario per la riqualificazione del lavoratore

Sul punto, la scelta di affidare l’individuazione degli interventi ai contratti di prossimità consente alle parti stipulanti di bilanciare al meglio gli interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori e, al tempo stesso, di adeguarsi alle specifiche peculiarità ed esigenze del comparto produttivo.

E’ di notevole interesse, poi, sottolineare quanto previsto dall’art. 3 del sopracitato D.M. del 9 ottobre 2020 laddove in sede di accordo sindacale, precisa che le attività formative potranno essere finalizzate anche a “promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà produttive” come utile strumento per fronteggiare uno dei principali effetti della crisi occupazione post pandemia, quale l’eccedenza di personale.

Per quanto riguarda la formazione, possono svolgere il ruolo di soggetti erogatori gli enti accreditati dei sistemi nazionali e regionali di formazione professionale, le istituzioni scolastiche, le Università, ma anche la stessa azienda, qualora dimostri il possesso di specifici requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa.

Con riferimento ai termini di realizzazione dei percorsi di sviluppo delle competenze gli stessi dovranno essere realizzati e concludersi entro i 90 giorni dall’approvazione della domanda da parte dell’ANPAL.

Il predetto termine è elevato a 120 giorni nei casi in cui la domanda sia presentata dai Fondi Paritetici Interprofessionali e dal Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei

lavoratori.

Si precisa che i termini di 90 e 120 giorni, di natura non perentoria, se motivato da comprovate ragioni, potranno essere estesi previa richiesta da parte del datore di lavoro e successiva valutazione da parte dell’ ANPAL.

Le attività formative potranno iniziare anche nel 2021, purché si concludano entro 90 (o 120) giorni dall’approvazione della domanda ed a condizione che gli accordi di rimodulazione dell’orario di lavoro siano sottoscritti entro il 30 giugno 2021.

Sul punto giova precisare che proprio la scadenza di fine anno per la sottoscrizione degli accordi di rimodulazione dell’orario di lavoro dovrebbe essere oggetto di un provvedimento di modifica del decreto attuativo del Fondo, che dovrebbe prevedere – almeno questo è l’auspicio – la proroga del suddetto termine.

L’erogazione del contributo è eseguita dall’ INPS in due tranche: anticipazione del 70% e erogazione del restante 30% a saldo. Il finanziamento, autorizzato da ANPAL con cadenza trimestrale, avviene attraverso il meccanismo dello sgravio contributivo operato dall’INPS e remunera ai datori di lavoro il costo del personale, comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali, relativo alle ore di frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi.

La dotazione del fondo è costituita, al momento, da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro (PON SPAO), cofinanziato dal Fondo sociale europeo (FSE). Tale dotazione potrà essere incrementata con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di FSE e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.

Non v’è dubbio, quindi, che con tale norma il legislatore abbia inteso offrire alle parti sociali, in primo luogo, uno strumento per favorire “la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza”.

Il ricorso a strumenti di protezione, quali il blocco dei licenziamenti economici, le disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale, l’estensione della platea dei beneficiari circa l’accesso a misure economiche straordinarie, rischia, però, di risultare vano se, alla fine dell’emergenza sanitaria, non si sarà in grado di avviare un importante potenziamento delle politiche attive del lavoro.

Ed infatti la rapida diffusione del virus sull’intero territorio nazionale ha indotto il Governo ad attuare interventi, perlopiù, diretti alla salvaguardia dei posti di lavoro minacciati dalla sospensione delle attività.

Pertanto risulta essenziale implementare  – nelle politiche attive del lavoro –  ulteriori piani strutturali di intervento per aggredire gli effetti provocati dalla crisi occupazionale e per risollevare concretamente i settori più colpiti dalla crisi pandemica; come è indubitabilmente necessario agire sul terreno delle tutele concrete da apprestare alle categorie di lavoratori più deboli, quali giovani e lavoratori precari.

Nonostante un importante investimento sia in termini economici che di capitale umano, la strada è ancora lunga e tortuosa anche in considerazione della necessità di una razionalizzazione istituzionale, in termini di riordino delle potestà legislative che elimini gli effetti distorsivi più evidenti prodotti dall’attuale riparto di competenze tra Stato , Regione ed Enti, in un ottica di armonizzazione  e uniformità delle attività di programmazione delle politiche attive evitando il concreto rischio di un’elevata frammentazione e riduzione della capacità di intervento degli attori che operano in tale ambito.

LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

L’ Avviso FNC prevede che al termine del percorso di riqualificazione, il personale formato consegua una certificazione pari almeno ad un EQF 3 o 4. Nello specifico l’acronimo EQF sta per European Qualification Framework sancito nel 2008 dal Parlamento Europeo. Da un punto di vista tecnico l’EQF “è una griglia di referenziazione, funzionale utile al posizionamento delle diverse qualificazioni rilasciate nei Paesi membri” dell’Unione Europea. Il “confronto si basa su livelli comuni di riferimento, correlati a learning outcomes (risultati dell’apprendimento) e collocati in una struttura ad otto livelli”.

Nel caso l’ Avviso FNC specifica che è buona prassi conseguire la certificazione delle competenze acquisite dal percorso di riqualificazione da un soggetto terzo quindi diverso da chi ha effettuato il percorso formativo.

Ad oggi le istanze presentate sono più di 46.000 e l’auspicio delle Parti Sociali è quello di favorire l’utilizzo del FNC anche per le PMI che ad oggi ricoprono più del 60% del tessuto imprenditoriale Nazionale.

In definitiva il Fondo istituito si presenta non solo quale misura alternativa ai licenziamenti ma anche alla mera collocazione dei lavoratori in cassa integrazione; esso apre infatti ad una diversa prospettiva per affrontare le eccedenze di personale: la riqualificazione dei lavoratori attraverso le nuove competenze anche in termini di innovazione tecnologica.

Elezione del nuovo Presidente Nazionale di UNICA


Il 14 e 15 gennaio 2021 si è tenuto il III Congresso Nazionale.
I consiglieri, le strutture territoriali ed i collaboratori della nostra associazione hanno dato vita ad
una importate sessione di lavori, tenutasi in videoconferenza, analizzando il percorso di UNICA nell’ultimo quadriennio ed andando ad analizzare le iniziative ed i progetti da attuare nei prossimi quattro anni.
In merito alle elezioni dei Consiglieri candidati sono stati eletti
Stefano Diquattro – Presidente Nazionale;
Alessandro D’Amico – Vice Presidente Nazionale;
Gianluigi De Sanctisi – Direttore Centrale;
Pier Corrado Cutillo – Segretario Generale Nazionale.
L’importante carica ricoperta ha portato il nuovo Presidente ad esporre, in un intervista su Italia Oggi, i punti centrali del suo mandato.

 

 

Regolamento per il Tesseramento 2021

Regolamento per il Tesseramento 2021

Federazione UNICA

Circolare per il Tesseramento 2021

PARTE PRIMA

PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1 – Campo d’Applicazione

La presente Circolare per il Tesseramento 2021 – da adesso in poi, per brevità, la Circolare – norma le procedure amministrative e gli impegni economici che i Soci di UNICA dovranno seguire per rinnovare la propria adesione alla Federazione per l’anno 2021, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

La Circolare decorre dal 1° gennaio 2021 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di una eventuale nuova regolamentazione approvata dal Consiglio Nazionale di Federazione UNICA.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativo con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci della Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

  1. SOCI ORDINARI, ovvero Soci in possesso di partita IVA.;

  2. SOCI CONVENZIONATI, ovvero Soci che, in possesso di partita IVA, usufruiscano di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ;, ovvero Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti), ovvero Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.

  • SOCI Associazioni di Scopo, ovvero Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).

  1. SOCI A QUOTA RIDOTTA, ovvero Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:

  2. QUOTA ASSOCIATIVA SOCIETA’ CONVENZIONATE: Quota valida per le società CSN S.r.l. e CSU S.r.l., la quota fissa è maggiorata di un importo pari ad € 365,00 (trecentosessantacinque/00 euro) per ogni dipendente della Federazione UNICA che viene distaccato, a richiesta, presso la società convenzionata.

 Scarica il REGOLAMENTO PER IL TESSERAMENTO 2021 

Tredicesima mensilità più bassa nel 2020 a causa del COVID19

Quest’anno la Tredicesima mensilità più bassa a causa del COVID

Per quanto successo nei mesi scorsi, ancora oggi , molte aziende sono costrette ad utilizzare la cassa integrazione per i loro dipendenti, al fine di fronteggiare la crisi economica. L’utilizzo di tale strumento oltre ad incidere, con una differenza negativa, su quanto percepito rispetto allo stipendio mensile, inciderà anche sulla tredicesima mensilità.

L’importo varierà in basa sia alla durata del periodo di cassa integrazione, sia per i motivi: sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

La tredicesima si matura mensilmente sulla base delle ore lavorate e per poterne godere appieno occorre che si abbia lavorato per tutto l’anno. Quest’anno il datore di lavoro erogherà la 13° mensilità per i soli ratei proporzionati ai mesi lavorati; per i mesi di cassa integrazione l’INPS ha erogato quanto dovuto di sua competenza già nell’importo dato per la cassa integrazione.

Si può riassumere che chi è stato in cassa integrazione a zero ore, non matura per quel periodo la gratifica natalizia perché la cifra spettante è già compresa nel bonifico mensile che l’Inps ha erogato al lavoratore.

Chi è stato in cassa integrazione con orario ridotto ha invece diritto ai ratei di tredicesima, ma solo  sulle ore lavorate, di conseguenza risulterà più bassa rispetto a quella di un anno “normale”.

Ad essere interessati dalla decurtazione sono solo i lavoratori in cassa integrazione, mentre la riduzione non riguarderà i pensionati, i dipendenti pubblici né quelli privati che abbiano continuato a lavorare come sempre.

CDL Riccardo Trimarco
Presidente Associazione giovani Consulenti del Lavoro di Napoli

TREDICESIMA PIU’ BASSA NEL 2020 – CAUSA COVID19

 

Quest’anno la Tredicesima mensilità più bassa a causa del COVID
Per quanto successo nei mesi scorsi, ancora oggi , molte aziende sono costrette ad utilizzare la cassa integrazione per i loro dipendenti, al fine di fronteggiare la crisi economica. L’utilizzo di tale strumento oltre ad incidere, con una differenza negativa, su quanto percepito rispetto allo stipendio mensile, inciderà anche sulla tredicesima mensilità.

L’importo varierà in basa sia alla durata del periodo di cassa integrazione, sia per i motivi: sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

La tredicesima si matura mensilmente sulla base delle ore lavorate e per poterne godere appieno occorre che si abbia lavorato per tutto l’anno. Quest’anno il datore di lavoro erogherà la 13° mensilità per i soli ratei proporzionati ai mesi lavorati; per i mesi di cassa integrazione l’INPS ha erogato quanto dovuto di sua competenza già nell’importo dato per la cassa integrazione.

Si può riassumere che chi è stato in cassa integrazione a zero ore, non matura per quel periodo la gratifica natalizia perché la cifra spettante è già compresa nel bonifico mensile che l’Inps ha erogato al lavoratore.

Chi è stato in cassa integrazione con orario ridotto ha invece diritto ai ratei di tredicesima, ma solo  sulle ore lavorate, di conseguenza risulterà più bassa rispetto a quella di un anno “normale”.

Ad essere interessati dalla decurtazione sono solo i lavoratori in cassa integrazione, mentre la riduzione non riguarderà i pensionati, i dipendenti pubblici né quelli privati che abbiano continuato a lavorare come sempre.

 

 

                                                                                  CDL Riccardo Trimarco

Presidente Associazione giovani Consulenti del Lavoro di Napoli

Read More

Corso On-Line Best Practices per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro ai tempi del COVID-19

UNICA per far sentire ancora di più la propria presenza nei confronti delle aziende associate ha organizzato, attraverso UNICA Formazione, un percorso formativo utile per le aziende che dovranno essere operative e gestire la Fase2.

Il percorso formativo On-Line tratterà le tematiche previste dal Nuovo protocollo Sicurezza del 24/04/2020 e prevede i contenuti validi per gli obblighi previsti per i Datori di Lavoro con consigli utili per la prevenzione e gestione delle procedure da attuare in materia di Salute, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

A fine corso verrà riclasciato un attestato di partecipazione utile e valido ai fini degli adempimenti previsti dal Protocollo Sicurezza sottoscritto il 24/04/2020.

Per partecipare basta compilare il form che trovi in basso oppure scaricando la locandina ed inviarla, compilata, all’indirizzo unica_formazione@federazioneunica.it o segreteria_nazionale@federazioneunica.it

???Sei già aderente ad UNICA???

Compila il form in tutti i campi ed inviaci le informazioni richieste, il corso per gli associati ad UNICA è gratuito.

Scarica la Locandina del Corso: BEST_PRACTICES_Webinar_Covid

➡️ Al via il webinar gratuito per le aziende che devono rispettare le procedure previste dal nuovo Protocollo Sicurezza.

 Valido per gli Obblighi Informativi del Datore di Lavoro
 Scopri tutte le Informazioni e i Consigli per la tua Salute

📜 Possibilità di ottenere l’Attestato a fine corso.

 GRATUITO per le aziende associate ad UNICA

🕔 Save the date Lunedi 25 Maggio alle 17:00 si parte!!!

Errore: Modulo di contatto non trovato.

Read More
Team of professional people talking over the meeting. light bulb as a symbol of new idea and finding solution. Developing, taking a risk, support and solving the problem business concept illustration.

UN NUOVO “AMMORTIZZATORE” AL PASSO CON LA FASE 2!!!

 

Misure a sostegno delle imprese
Le varie misure di cassa integrazione che il Governo ha messo in atto per fronteggiare la fase uno della pandemia sono stati strumenti utili principalmente nella fase di inattività delle imprese. La loro applicazione seppur con procedure burocraticamente complesse e ritardi nei pagamenti in linea teorica è utile ad evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Si tratta di strumenti di “politica passiva”, pertanto non si addicono di certo alla fase due, in cui l’obiettivo è quello di accompagnare le imprese alla ripresa, soprattutto quella economica.

Tra pochi giorni le attività commerciali e quelle del settore food and beverage potranno riaprire con orario ordinario. Tale riapertura purtroppo non coinciderà con quella economia che avrà bisogno di tempi più lunghi causando una seria e preoccupante difficoltà ad ogni impresa nel garantire la stessa condizione “ pre-emergenza Covid”ai propri collaboratori.

Proprio per questi motivi, il Governo dovrebbe mettere in atto nuovi strumenti che siamo idonei a supportare le imprese al pagamento delle retribuzioni e dei relativi contributi previdenziali. Occorrerebbe una nuova misura che ridistribuisca il costo del personale dipendente, dove lo Stato eroghi almeno il 50% della retribuzione e degli oneri  tramite pagamento diretto al lavoratore o sotto forma di credito d’imposta alle imprese in maniera immediata, e il 50%  venga erogato dal datore di lavoro; almeno per il periodo di tempo legato alla seconda fase dell’emergenza in modo da accompagnare le imprese verso una ripresa più rapida e solida.

Tale iniziativa permetterebbe ai lavoratori di poter riprendere il proprio lavoro negli stessi orari e quindi alle stesse condizioni economiche precedenti alla pandemia e ai datori di lavoro di ottemperare ai propri obblighi continuando a fare impresa in un momento in cui i costi da sostenere sono di gran lunga inadeguati al flusso economico, in modo da evitare il rischio di  chiusura di tante attività e perdita di posti di lavoro.

 

 

                                                                                  CDL Riccardo Trimarco

Presidente Associazione giovani Consulenti del Lavoro di Napoli

Articolo Federazione UNICA Italia Oggi – 05/05/2020

 Un nuovo modello di sviluppo;
L’analisi di come cambierà lo scenario della contrattazione collettiva;
Un manifesto condiviso su come e con quali strumenti dovrà ripartire il paese.

Scarica l’articolo e segui le news e le pubblicazioni di UNICA

FederazioneUNICA_ItaliaOggi_05/05/2020