Politiche attive per il lavoro: Arriva GOL

[sgmb id=”1″]Pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 306 del 27.12.2021)  il decreto interministeriale Lavoro-Mef sul programma di politiche attive del lavoro Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) messo a punto dall’Anpal e dal Ministero del Lavoro, dopo il via libera della conferenza Stato- Regioni.  Il programma  GOL rientra tra gli obiettivi del PNRR e ha una scadenza immediata, per l’avvio delle  prime attività,  fissata al 31 dicembre 2021.

Le Regioni avranno 60 giorni per adottare il proprio piano regionale, da sottoporre al vaglio dell’ANPAL, che avrà 30 giorni per rispondere. Anpal attiverà, in caso di criticità, interventi di tutoraggio.

Il decreto contiene i criteri di riparto della prima quota di risorse, pari ad 880 milioni, dei complessivi 4,9 miliardi messi a disposizione dal Pnrr e React-Ue.

 Tra le regioni con maggiori finanziamenti:

  • Campania con 119,4 milioni di euro;
  • Lombardia con 101 milioni di euro;
  • Sicilia con 94,8 milioni di euro;
  • Lazio con 83,7 milioni di euro;

GOL: beneficiari  e obiettivi 

Il programma GOL  per la riqualificazione dei lavoratori in difficolta riguarderà:

  • i lavoratori in Cassa integrazione
  •  i beneficiari di Naspi e DISColl , Reddito di cittadinanza
  • giovani NEET
  • donne svantaggiate (disoccupate di lungo periodo),
  • persone con disabilità o fragilità
  • over 55  disoccupati
  • working poor  (ovvero lavoratori con redditi molto bassi).

Incaricati di fornire il servizio  di sostegno nella ricerca di una nuova occupazione sono i Centri per l’impiego, con l’ausilio di ANPAL  e  INPS, per il quale si sta cercando di mettere in piedi un sistema informativo integrato con le realtà regionali. Sono previste inoltre  oltre 11400 assunzioni ma  in molte Regioni i concorsi procedono con lentezza, in particolare nel Mezzogiorno.

GOL: Modalità e tempi di realizzazione

 Tempi di realizzazione previsti:   si punta ad attivare i GOL entro la fine del 2021.

 Come detto questi percorsi di riqualificazione dovrebbero sostituire anche l’attuale sistema di avviamento al lavoro collegato alla percezione del Reddito di Cittadinanza

Sono previsti  5 percorsi differenziati :

  1. Reinserimento occupazionale per chi ha un profilo facilmente occupabile;
  2. Formazione e aggiornamento per migliorare specifiche competenze del lavoratore;
  3. Riqualificazione in cui le attività formative saranno più impegnative;
  4. Lavoro e inclusione, gestito in collaborazione con i Comuni per i casi con bisogni più complessi;
  5. Ricollocazione collettiva per la gestione di crisi aziendali;

Le regioni e province autonome sono tenute a raggiungere il primo step degli obiettivi di Gol entro il 2022 garantendo l’inizio delle attività formative ai percettori di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito entro quattro mesi dall’avvio della fruizione della prestazione economica.

Entro il 2025 il Ministero prevede il coinvolgimento di 3 milioni di lavoratori.

Nel decreto è prevista anche la nascita di una cabina di Regia, partecipata da Ministero del Lavoro, Anpal, Regioni,  che dovrà monitorare e verificare la correttezza, l’attuazione i risultati delle attività del programma GOL.

Unica e il dialogo con Ispettorato Interregionale del Lavoro: la Circolare n.4/2021 INL.

Durante l’evento di “Linea diretta tour” tappa di Milano, Unica insieme ai rappresentanti dell’ IIL – Ispettorato Interregionale del Lavoro – ovvero la direttrice IIL nord ovest Patrizia Muscatello, il dott. Andrea Rapacciuolo e in particolare con l’ing. Paolo Schiavone, hanno analizzato la Circolare n.4/2021 indicante le condizioni per adottare il provvedimento di sospensione in caso di violazioni in materia di salute e sicurezza di cui all’Allegato I del D.Lgs. 81/08, come modificato dal D.L.146/21. La circolare è stata redatta con lo scopo di uniformare i comportamenti ispettivi e per anticipare le questioni di maggiore rilevanza.

Riassumendo i punti trattati nella circolare riguardo alle possibili condizioni per il provvedimento di sospensione.

    1. Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR);
    2. Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione;
    3. Mancata formazione ed addestramento;
    4. Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile;
    5. Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS);
    6. Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
    7. Mancanza di protezioni verso il vuoto;
    8. Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno;
    9. Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
    10. Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
    11. Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale);
    12. Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
Riguardo alla mancanza del DVR, la circolare indica che “si ritiene che il provvedimento di sospensione possa essere adottato solo laddove sia constatata la mancata redazione del DVR di cui all’art. 29, comma 1, del D.Lgs. 81/08. Nelle ipotesi in cui, in sede di accesso, venga dichiarato che il DVR è custodito in luogo diverso, ferma restando la contestazione dell’illecito di cui all’articolo 29, comma 4 del D.Lgs. 81/08, sarà opportuno adottare il provvedimento di sospensione con decorrenza differita alle ore 12:00 del giorno lavorativo successivo, termine entro il quale il datore di lavoro potrà provvedere all’eventuale esibizione. Solo nel caso in cui il DVR rechi data certa antecedente all’emissione del provvedimento di sospensione, sarà possibile procedere all’annullamento dello stesso limitatamente alla causale afferente alla mancanza del DVR”.
Riguardo alla mancanza della formazione ed addestramento, la circolare indica che il provvedimento di sospensione va adottato “solo quando è prevista la partecipazione del lavoratore sia ai corsi di formazione sia all’addestramento”. Tali circostanze “sono rinvenibili in riferimento alle seguenti fattispecie del D.Lgs. 81/08:

  • Articolo 73, in combinato disposto con art. 37, nei casi disciplinati dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (utilizzo di attrezzatura da lavoro);
  • Articolo 77, comma 5 (utilizzo di DPI appartenenti alla III categoria e dispositivi di protezione dell’udito);
  • Articolo 116, comma 4 (sistemi di accesso e posizionamento mediante funi);
  • Articolo 136, comma 6 (lavoratori e preposti addetti al montaggio, smontaggio, trasformazione di ponteggi);
  • Articolo 169 (formazione e addestramento sulla movimentazione manuale dei carichi)”.

Riguardo all’articolo 169 e alla movimentazione manuale dei carichi, considerato l’Accordo Stato Regioni del 2011 (formazione lavoratori), il personale ispettivo “verificherà, in rapporto alla mansione effettivamente svolta dal lavoratore, che la formazione specifica sia stata effettuata anche in riferimento alla movimentazione manuale dei carichi solo ove, dalle circostanze accertate in corso di accesso, sia emerso che lo stesso sia adibito a tale attività. Qualora non sia esibita la documentazione inerente alla formazione obbligatoria effettuata, si procederà con l’adozione del provvedimento di sospensione”.

La circolare si sofferma su molte altre condizioni che rendono possibile il provvedimento di sospensione, ad esempio la mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile. La circolare indica che il provvedimento di sospensione “va adottato nei soli casi in cui il datore di lavoro non abbia costituito il servizio di prevenzione e protezione e non abbia altresì nominato il RSPP, ai sensi dell’art. 17, comma 1 lettera b), del D.Lgs. n. 81/08, o assunto lo svolgimento diretto dei relativi compiti dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

Inoltre la circolare si sofferma sulla mancata elaborazione del piano operativo di sicurezza (POS) indicando che in base “al tenore letterale della disposizione, la sospensione trova applicazione solo nel caso in cui non sia stato elaborato, ai sensi dell’art. 96 comma 1 lettera g) del D.Lgs. n. 81/08, il POS di cui all’articolo 89, comma 1 lettera h) del D.Lgs. 81/08. L’elaborazione del POS può desumersi anche dal relativo invio al coordinatore o all’impresa affidataria”.

Nella circolare si ribadisce, in conclusione, che per tutte le ipotesi di sospensione elencate, il personale ispettivo “provvederà altresì ad adottare i provvedimenti di prescrizione obbligatoria ai sensi degli artt. 20 e seguenti del D.Lgs. 758/1994, salvo nei casi in cui gli illeciti non siano, in ragione della pena prevista, assoggettabili alla predetta procedura”. La revoca del provvedimento di sospensione sarà soggetta, salvo quanto previsto nella circolare (punto 3), “alla ottemperanza di tutte le prescrizioni impartite in riferimento all’allegato I, alla cui verifica dovrà procedersi con la massima tempestività”.

Scarica la Circolare

Seconda tappa di “Linea Diretta Tour” di UNICA: piccole e medie imprese a confronto con enti e istituzioni

Seconda tappa di “Linea Diretta Tour” di UNICA:
piccole e medie imprese a confronto con enti e istituzioni

La ripartenza fra obblighi e proposte, strategie e strumenti per il rilancio delle piccole e medie imprese dopo la pandemia, impresa digitale e utilizzo delle nuove tecnologie nella comunicazione: questo il cuore di “Linea diretta tour”, serie di incontri organizzati da UNICA (Unione Nazionale Italiana delle Micro & Piccole Imprese del commercio, dei Servizi e dell’Artigianato), finalizzati a favorire il dialogo tra i vari attori del mondo del lavoro e ad approfondire temi attuali presenti nell’ agenda politico-economica nazionale, mettendo a confronto piccole e medie imprese con enti ed istituzioni dopo l’emergenza sanitaria che ha cambiato profondamente la gestione aziendale, rimettendo al centro la sicurezza dei lavoratori e non solo. Dopo la tappa di Salerno del 19 novembre, venerdì 17 dicembre il secondo appuntamento si è svolto a Milano presso Starhotel e.c.ho, dove UNICA ha riunito attorno allo stesso tavolo rappresentanti di enti ed istituzioni operanti nel capoluogo lombardo, insieme a tecnici, per analizzare la situazione delle imprese sul territorio. L’iniziativa – rivolta a imprenditori, professionisti, commercialisti, consulenti aziendali, giuslavoristi aveva l’obiettivo di approfondire le tematiche relative alla ripresa delle attività con focus sugli aspetti che riguardano le Pmi, fortemente colpite dalla pandemia, e analisi degli strumenti innovativi e utili al miglioramento della qualità della vita lavorativa.

A introdurre e moderare il dibattito il Direttore Centrale Gianluigi De Sanctis, che ha subito passato la parola a Patrizia Muscatello Capo Ispettorato interregionale del lavoro area nord ovest, ha salutato positivamente l’iniziativa sottolineando l’importanza della
cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro e il fondamentale ruolo della comunicazione tra enti e professionisti, oltre ad evidenziare l’Ispettorato come organo fondamentale per l’attuazione delle regole di sicurezza. 

Il Presidente ANCL Milano Alessandro Graziano ha illustrato la proposta dell’Associazione dei Consulenti del lavoro rispetto alla normativa dello smart working, e al recentissimo protocollo emanato del Governo e delle parti sociali del Governo e delle parti sociali. Il passo imprescindibile, secondo il CDL, sarebbe quello di fare ordine nella normativa e renderla più precisa e attuale. La proposta è quella di prevedere tre categorie di lavoratori: quelli da remoto per esigenze aziendali, quelli da remoto che stipulano un accordo in tal senso, quelli veramente “agili” che lavorano veramente per obiettivi in modo più o meno autonomo. L’obiettivo è quello di non mettere nel medesimo insieme lavoratori agili e lavoratori che svolgono le loro attività in modo praticamente indistinguibile dai loro colleghi in sede, ma da una postazione collocata in altro luogo o presso la propria abitazione.

L’approfondimento sul Green-pass a cura di Simone Cagliano, Esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha messo in luce come la norma sia coerente
rispetto all’obbligo vaccinale per alcuni settori ma vada ad appesantire ancor più un sistema impresa già particolarmente sofferente rispetto ad obblighi ed adempimenti. 

Intervenuto poi Alessandro D’Amico, Vice Presidente Nazionale di UNICA, Consulente del Lavoro e Presidente di UNICA Formazione. Il dottor D’Amico ha fatto il punto sull’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuativo tra i vari attori del mondo del lavoro.

Il recente D.L. 146/2021 è stato oggetto della relazione Andrea Rapacciuolo Responsabile Processo Funzionamento Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano e in maniera più approfondita dell’ Ispettore Ing. Paolo Schiavone.

Il Responsabile Unità organizzativa vigilanza presso la Direzione di
Coordinamento Metropolitano di Milano, Raffaele Perillo ha mostrato i dati sull’incremento esponenziale delle ore di Cig e dei sussidi erogati dall’istituto di previdenza durante la fase emergenziale e non solo. Il funzionario ha messo in luce quanto sia stato notevole lo sforzo condiviso per la risoluzione della drammatica situazione
socio- economica dovuta alla pandemia e quando sia stato determinante l’inps come attore protagonista per la tenuta del sistema. 

Sono intervenuti inoltre l’Avvocato Fortunato Barone e l’Avvocato Vincenzo Comune, referenti dell’area lavoro giuridico/sindacale di Federazione Unica.

Le conclusioni del Presidente di Federazione Unica, Stefano Diquattro hanno evidenziato   l’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuativo tra i vari attori del mondo del lavoro, con l’auspicio di creare un rapporto privilegiato tra enti e imprese attraverso l’intermediazione di Unica.

“Linea Diretta Tour” fa tappa a Milano il 17 dicembre 2021

Sta per svolgersi a Milano presso Starhotel E.c.ho, la seconda tappa di “Linea Diretta Tour”, serie di incontri finalizzati a favorire il dialogo tra i vari attori del mondo del lavoro, e ad approfondire temi attuali presenti nell’ agenda politico- economica nazionale. Unica raccoglierà al proprio tavolo rappresentanti di enti ed istituzioni operanti nel capoluogo lombardo, insieme a tecnici, per analizzare la situazione delle imprese sul territorio. Come per la tappa di Salerno, svoltasi il 19 Novembre sorso, si tratteranno temi quali digitalizzazione, sicurezza sui luoghi di lavoro, smart working ecc. L’approfondimento sul Greenpass sarà a cura di Simone Cagliano, Esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, mentre per l’evoluzione della normativa sullo smart working il presidente ANCL Milano Alessandro Graziano illustrerà la proposta dell’associazione dei consulenti del lavoro. Si analizzerà inoltre Il recente D.L. 146/2021 contenente il rafforzamento dell’attività di coordinamento ed ispettiva e l’inasprimento delle sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti con Patrizia Muscatello, Capo Ispettorato Territoriale del Lavoro Area Nord Ovest, Andrea Rapacciuolo Responsabile Processo Funzionamento Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano e con l’ispettore ing. Ing. Paolo Schiavone.

Il Responsabile Unità organizzativa vigilanza presso la Direzione di Coordinamento Metropolitano di Milano, Raffaele Perillo farà una disamina sul canale informatico dell’istituto, e porrà l’attenzione sull’aumento dell’utilizzo della tecnologia dovuto alla pandemia, inoltre si parlerà di agevolazioni alle assunzioni e bonus posti in essere dall’istituto di previdenza.

Interverranno inoltre Fortunato Barone e Vincenzo Comune, Avvocati lavoristi, area giuridico –sindacale di Unica.

Non mancherà l’intervento del Presidente Nazionale di Unica, Stefano Diquattro, che evidenzierà come l’associazione intende stare al fianco degli imprenditori in uno scenario in continua evoluzione, sia tecnica che socio-culturale. Sull’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuato tra i vari attori del mondo del lavoro, Alessandro D’Amico Vicepresidente Nazionale di Unica, farà il punto e indicherà i propositi in campo per i prossimi incontri.

Modererà i lavori Gianluigi De Sanctis Direttore Centrale di Federazione Unica.

 

Protocollo Smart Working 7/12/2021

Crescente attenzione alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, rispetto della sostenibilità ambientale, volontà di ridisegnare il concetto di lavoro in un quadro di fiducia autonomia e responsabilità condivise, questi i temi che hanno portato alla stesura del “Protocollo Nazionale sul Lavoro in modalità Agile”.
il Gruppo di Studio del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha sottoposto alle Parti Sociali e studiato l’impatto del lavoro Agile sulla vita delle imprese e dei lavoratori durante l’ emergenza pandemica e non solo.
L’indagine ha evidenziato quanto il lavoro in modalità agile favorisca una organizzazione aziendale più snella e produttiva orientata a obiettivi e fasi di lavoro e quindi il bilanciamento tra sfera personale e lavorativa.
Tra i principi generali è evidenziata la volontà del lavoratore e la spinta a creare maggiore comunicazione tra  le parti, inoltre viene sottolineata la differenza tra Lavoro agile e telelavoro a cui continua ad applicarsi la vigente normativa.
Alla base del protocollo è previsto un accordo individuale con il datore in cui vengono stabiliti tutti i parametri della prestazione, tra cui il luogo di attività, le modalità di controllo, l’attività formativa e le pause dal lavoro. Per l’organizzazione della giornata lavorativa è rimarcata l’assenza di un orario rigido di lavoro e dunque maggiore autonomia nello svolgimento della prestazione nell’ambito degli obiettivi prefissati. Inoltre il lavoratore può richiedere permessi orari, previsti dai contratti collettivi, per particolari motivi personali o familiari. Inoltre il datore di lavoro non può richiedere prestazioni di lavoro  straordinario durante le giornate di lavoro agile.
Per quanto riguarda il luogo di svolgimento dell’attività lavorativa. l’Art 4 evidenzia la libertà del lavoratore di scegliere la sistemazione purché abbia caratteristiche tali da consentirne lo svolgimento in termini sicurezza e riservatezza. L’Art 6 specifica che per i lavoratori in modalità Agile si applicano gli obblighi di salute e sicurezza sul lavoro di cui al d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. alle prestazioni rese all’esterno dei locali aziendali. Inoltre “Ciascun lavoratore agile ha infatti diritto allo stesso trattamento economico e normativo complessivamente applicato ai lavoratori “non agili” e alle stesse opportunità rispetto ai percorsi di carriera, di iniziative formative e di ogni altra opportunità di specializzazione e progressione della propria professionalità, nonché alle stesse forme di welfare aziendale e di benefit previste dalla contrattazione collettiva e dalla bilateralità”.  L’aggiornamento professionale resta fondamentale per i lavoratori posti in modalità agile e pertanto al fine di garantire un’adeguata risposta ai loro fabbisogni formativi, essi devono continuare a essere inseriti anche nei percorsi professionali e di sviluppo professionale rivolti alla generalità dei dipendenti, come previsto dall’art. 20, comma 2, l. n. 81/2017. Va favorita, anche con eventuali incentivi, la formazione continua.
In conclusione le Parti sociali convengono sulla necessità di istituire un Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile con l’obiettivo di monitorare: i risultati raggiunti, lo sviluppo della contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale, l’andamento delle linee di indirizzo contenute nel presente Protocollo e di valutarne possibili sviluppi e implementazioni.
Infine è manifesta la volontà di incentivare l’utilizzo del lavoro agile e chiedono urgenti misure di semplificazione del regime delle comunicazioni obbligatorie relative all’invio dell’accordo individuale che seguano le stesse modalità del regime semplificato attualmente vigente e concordano sulla necessità di incentivare l’utilizzo corretto del lavoro agile anche tramite un incentivo pubblico destinato alle aziende che regolamentino il lavoro agile con accordo collettivo di secondo livello.

“Linea Diretta Tour” La prima tappa a Salerno

UNICA in collaborazione con Enti, istituzioni organizza una serie di eventi rivolti ad imprenditori, professionisti e operatori del settore. Dopo l’emergenza sanitaria è necessario pensare alla ripartenza delle PMI tra obblighi, adempimenti e proposte con un tavolo tecnico per approfondire tutte le tematiche relative alla ripresa delle attività, e  analisi degli strumenti innovativi e utili al miglioramento della qualità della vita lavorativa. Un confronto aperto al tavolo con esponenti di enti ed istituzioni dopo l’emergenza sanitaria che ha cambiato profondamente la cultura di gestione aziendale rimettendo al centro la nuova sicurezza dei lavoratori e non solo.

L’incontro-dibattito, organizzato da Federazione Unica Unione nazionale italiana micro e piccole imprese del commercio, dei servizi e dell’artigianato, il 19 novembre 2021, nella sede di Unica a Salerno.

L’iniziativa, prima tappa di “Linea diretta tour” (il prossimo incontro a Milano il 17 dicembre) del ciclo di incontri promossi per favorire il dialogo tra i diversi attori  del mondo del lavoro e cercare un confronto a tutto campo su aspetti e questioni al centro del dibattito politico nazionale, a partire dal green pass e dalla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i temi trattati gli ammortizzatori sociali sono stati al centro dell’intervento di Mauro Marucci, consulente del lavoro esperto Fondazione Studi che ha fatto il quadro su «situazione pandemica, strumenti disponibili e riforma». Il direttore Inps Salerno, Ciro Toma, ha illustrato, tra le altre cose, le possibilità offerte, per il biennio 2021/2022, di esonero contributivo per le donne assunte e di Cig. In tema di “sicurezza sul lavoro”,  da remoto, Giuseppe Cantisano, Capo dell’ispettorato interregionale del lavoro del Sud Italia, ha fatto il punto sulle nuove normative. Sul “lavoro di domani”, fra energia green e digitale si è soffermato Carlo Zinno, Presidente dell’ordine dei Consulenti del lavoro di Salerno. L’importanza della federazione Unica “risorsa per le imprese e i professionisti” ne ha parlato il presidente nazionale Stefano Diquattro. Durante la tavola rotonda si è discusso anche di “rappresentatività delle organizzazioni sindacali” con Antonio Zoina, direttore dell’ispettorato del lavoro di Salerno, e  di applicabilità delle norme e difficoltà dei professionisti nelle realtà aziendali con l’avvocato Pasquale Visconti.

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Linea Diretta Tour

Linea Diretta Tour è un’iniziativa ideata e promossa da Federazione UNICA, nata per creare un filo diretto tra imprese, professionisti, enti e istituzioni, con la moderazione della nostra associazione di categoria.
L’obiettivo è quello di favorire il dialogo, generare momenti di confronto qualificato, condividere esperienze e offrire strumenti concreti a sostegno della competitività del sistema produttivo delle micro e piccole imprese del territorio.

Gli obiettivi del tour

Linea Diretta Tour nasce con l’intento di:

  • Incentivare il dialogo costruttivo tra imprese, professionisti, enti e istituzioni;

  • Diffondere un’analisi di concetto sui settori produttivi legati al Terziario esteso;

  • Promuovere la conoscenza di strumenti operativi a sostegno della competitività delle MPMI, con focus su formazione e Bilateralità;

  • Favorire la crescita e la competitività delle imprese, mettendo al centro persone e competenze, attraverso un confronto tecnico.

Linea Diretta Tour Salerno Lecce  Milano Palermo Le tappe dal 2021

Porta Linea Diretta Tour nella tua provincia!

Vuoi ospitare una tappa di Linea Diretta Tour e creare un momento di confronto e crescita per le imprese del tuo territorio?
Federazione UNICA è pronta a collaborare con enti, associazioni e istituzioni per dare vita a nuove iniziative.

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Fondo Nuove Competenze

Le Politiche attive in favore della riqualificazione dei lavoratori

L’attuale emergenza epidemiologica e la conseguente crisi economica  hanno evidenziato la necessità di investire,  oggi più che mai, nelle politiche attive del lavoro attraverso un piano strutturale per mantenere intatti i livelli occupazionali e rinfrancare i settori merceologici, duramente colpiti dalla crisi pandemica.

Per tali fini si distingue – nell’ambito delle misure introdotte per contrastare la crisi – il Fondo Nuove Competenze, istituito presso l’ Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104); il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 9 ottobre 2020 e con determinazione Anpal del 4 novembre 2020.

L’obiettivo di tale misura è sostanzialmente duplice, sostenere la ripresa dell’attività lavorativa delle imprese, implementando il processo di adattamento a nuovi modelli organizzativi e produttivi nonché offrire ai lavoratori strumenti innovativi per lo sviluppo di nuove competenze e ciò nell’ottica “innalzare il capitale umano” quale risorsa per adeguarsi alle nuove condizioni di mercato.

Presupposto per l’accesso al Fondo nuove competenze-  la cui gestione è affidata all’Anpal – è la sottoscrizione di un accordo collettivo di secondo livello da parte di associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (in caso di accordo territoriale), ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda (in caso di accordo aziendale).

La norma  si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020 accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione; la riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di sviluppo formativo delle competenze del lavoratore.

Le FAQ pubblicate il 23 novembre 2020 dall’Agenzia nazionale per le politiche del lavoro (ANPAL) chiariscono che i contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze sono destinati non solo alle imprese, ma a tutti i datori di lavoro del settore privato, compresi i liberi professionisti, che hanno dipendenti e che applicano il CCNL.

Gli accordi sindacali dovranno contenere la descrizione del progetto formativo, il numero dei partecipanti, il numero di ore dell’orario di lavoro da destinare alla formazione delle competenze (con un limite massimo di 250 ore per ciascun lavoratore).

Nell’accordo sarà necessario individuare con precisione i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa e del conseguente adeguamento necessario per la riqualificazione del lavoratore

Sul punto, la scelta di affidare l’individuazione degli interventi ai contratti di prossimità consente alle parti stipulanti di bilanciare al meglio gli interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori e, al tempo stesso, di adeguarsi alle specifiche peculiarità ed esigenze del comparto produttivo.

E’ di notevole interesse, poi, sottolineare quanto previsto dall’art. 3 del sopracitato D.M. del 9 ottobre 2020 laddove in sede di accordo sindacale, precisa che le attività formative potranno essere finalizzate anche a “promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà produttive” come utile strumento per fronteggiare uno dei principali effetti della crisi occupazione post pandemia, quale l’eccedenza di personale.

Per quanto riguarda la formazione, possono svolgere il ruolo di soggetti erogatori gli enti accreditati dei sistemi nazionali e regionali di formazione professionale, le istituzioni scolastiche, le Università, ma anche la stessa azienda, qualora dimostri il possesso di specifici requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa.

Con riferimento ai termini di realizzazione dei percorsi di sviluppo delle competenze gli stessi dovranno essere realizzati e concludersi entro i 90 giorni dall’approvazione della domanda da parte dell’ANPAL.

Il predetto termine è elevato a 120 giorni nei casi in cui la domanda sia presentata dai Fondi Paritetici Interprofessionali e dal Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei

lavoratori.

Si precisa che i termini di 90 e 120 giorni, di natura non perentoria, se motivato da comprovate ragioni, potranno essere estesi previa richiesta da parte del datore di lavoro e successiva valutazione da parte dell’ ANPAL.

Le attività formative potranno iniziare anche nel 2021, purché si concludano entro 90 (o 120) giorni dall’approvazione della domanda ed a condizione che gli accordi di rimodulazione dell’orario di lavoro siano sottoscritti entro il 30 giugno 2021.

Sul punto giova precisare che proprio la scadenza di fine anno per la sottoscrizione degli accordi di rimodulazione dell’orario di lavoro dovrebbe essere oggetto di un provvedimento di modifica del decreto attuativo del Fondo, che dovrebbe prevedere – almeno questo è l’auspicio – la proroga del suddetto termine.

L’erogazione del contributo è eseguita dall’ INPS in due tranche: anticipazione del 70% e erogazione del restante 30% a saldo. Il finanziamento, autorizzato da ANPAL con cadenza trimestrale, avviene attraverso il meccanismo dello sgravio contributivo operato dall’INPS e remunera ai datori di lavoro il costo del personale, comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali, relativo alle ore di frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi.

La dotazione del fondo è costituita, al momento, da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro (PON SPAO), cofinanziato dal Fondo sociale europeo (FSE). Tale dotazione potrà essere incrementata con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di FSE e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.

Non v’è dubbio, quindi, che con tale norma il legislatore abbia inteso offrire alle parti sociali, in primo luogo, uno strumento per favorire “la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza”.

Il ricorso a strumenti di protezione, quali il blocco dei licenziamenti economici, le disposizioni in materia di trattamenti di integrazione salariale, l’estensione della platea dei beneficiari circa l’accesso a misure economiche straordinarie, rischia, però, di risultare vano se, alla fine dell’emergenza sanitaria, non si sarà in grado di avviare un importante potenziamento delle politiche attive del lavoro.

Ed infatti la rapida diffusione del virus sull’intero territorio nazionale ha indotto il Governo ad attuare interventi, perlopiù, diretti alla salvaguardia dei posti di lavoro minacciati dalla sospensione delle attività.

Pertanto risulta essenziale implementare  – nelle politiche attive del lavoro –  ulteriori piani strutturali di intervento per aggredire gli effetti provocati dalla crisi occupazionale e per risollevare concretamente i settori più colpiti dalla crisi pandemica; come è indubitabilmente necessario agire sul terreno delle tutele concrete da apprestare alle categorie di lavoratori più deboli, quali giovani e lavoratori precari.

Nonostante un importante investimento sia in termini economici che di capitale umano, la strada è ancora lunga e tortuosa anche in considerazione della necessità di una razionalizzazione istituzionale, in termini di riordino delle potestà legislative che elimini gli effetti distorsivi più evidenti prodotti dall’attuale riparto di competenze tra Stato , Regione ed Enti, in un ottica di armonizzazione  e uniformità delle attività di programmazione delle politiche attive evitando il concreto rischio di un’elevata frammentazione e riduzione della capacità di intervento degli attori che operano in tale ambito.

LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

L’ Avviso FNC prevede che al termine del percorso di riqualificazione, il personale formato consegua una certificazione pari almeno ad un EQF 3 o 4. Nello specifico l’acronimo EQF sta per European Qualification Framework sancito nel 2008 dal Parlamento Europeo. Da un punto di vista tecnico l’EQF “è una griglia di referenziazione, funzionale utile al posizionamento delle diverse qualificazioni rilasciate nei Paesi membri” dell’Unione Europea. Il “confronto si basa su livelli comuni di riferimento, correlati a learning outcomes (risultati dell’apprendimento) e collocati in una struttura ad otto livelli”.

Nel caso l’ Avviso FNC specifica che è buona prassi conseguire la certificazione delle competenze acquisite dal percorso di riqualificazione da un soggetto terzo quindi diverso da chi ha effettuato il percorso formativo.

Ad oggi le istanze presentate sono più di 46.000 e l’auspicio delle Parti Sociali è quello di favorire l’utilizzo del FNC anche per le PMI che ad oggi ricoprono più del 60% del tessuto imprenditoriale Nazionale.

In definitiva il Fondo istituito si presenta non solo quale misura alternativa ai licenziamenti ma anche alla mera collocazione dei lavoratori in cassa integrazione; esso apre infatti ad una diversa prospettiva per affrontare le eccedenze di personale: la riqualificazione dei lavoratori attraverso le nuove competenze anche in termini di innovazione tecnologica.

Elezione del nuovo Presidente Nazionale di UNICA


Il 14 e 15 gennaio 2021 si è tenuto il III Congresso Nazionale.
I consiglieri, le strutture territoriali ed i collaboratori della nostra associazione hanno dato vita ad
una importate sessione di lavori, tenutasi in videoconferenza, analizzando il percorso di UNICA nell’ultimo quadriennio ed andando ad analizzare le iniziative ed i progetti da attuare nei prossimi quattro anni.
In merito alle elezioni dei Consiglieri candidati sono stati eletti
Stefano Diquattro – Presidente Nazionale;
Alessandro D’Amico – Vice Presidente Nazionale;
Gianluigi De Sanctisi – Direttore Centrale;
Pier Corrado Cutillo – Segretario Generale Nazionale.
L’importante carica ricoperta ha portato il nuovo Presidente ad esporre, in un intervista su Italia Oggi, i punti centrali del suo mandato.

 

 

Regolamento per il Tesseramento 2021

Regolamento per il Tesseramento 2021

Federazione UNICA

Circolare per il Tesseramento 2021

PARTE PRIMA

PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1 – Campo d’Applicazione

La presente Circolare per il Tesseramento 2021 – da adesso in poi, per brevità, la Circolare – norma le procedure amministrative e gli impegni economici che i Soci di UNICA dovranno seguire per rinnovare la propria adesione alla Federazione per l’anno 2021, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

La Circolare decorre dal 1° gennaio 2021 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di una eventuale nuova regolamentazione approvata dal Consiglio Nazionale di Federazione UNICA.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativo con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci della Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

  1. SOCI ORDINARI, ovvero Soci in possesso di partita IVA.;

  2. SOCI CONVENZIONATI, ovvero Soci che, in possesso di partita IVA, usufruiscano di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ;, ovvero Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti), ovvero Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.

  • SOCI Associazioni di Scopo, ovvero Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).

  1. SOCI A QUOTA RIDOTTA, ovvero Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:

  2. QUOTA ASSOCIATIVA SOCIETA’ CONVENZIONATE: Quota valida per le società CSN S.r.l. e CSU S.r.l., la quota fissa è maggiorata di un importo pari ad € 365,00 (trecentosessantacinque/00 euro) per ogni dipendente della Federazione UNICA che viene distaccato, a richiesta, presso la società convenzionata.

 Scarica il REGOLAMENTO PER IL TESSERAMENTO 2021