Green Pass Rafforzato: obbligo per i lavoratori over 50

Il Green pass rafforzato, che si ottiene con vaccinazione o guarigione, durerà sei mesi. Per chi ha fatto la terza dose l’ipotesi è che abbia durata illimitata. Finora non è previsto che se ne faccia una quarta.

Per gli over 50 che entro il 1° febbraio non abbiano almeno iniziato il ciclo vaccinale primario o, a decorrere dal 1° febbraio, non abbiano effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario entro i termini previsti, o non abbiano effettuato la dose di richiamo entro i termini di validità del green pass, è prevista una multa una tantum di 100 euro.

Per tutti i lavoratori dunque che hanno dai 50 anni in su, sia del settore pubblico che di quello privato, a partire dal 15 febbraio scatta l’obbligo di vaccinazione, e quindi anche per andare al lavoro dovranno necessariamente avere e mostrare il green pass rafforzato.

Dall’obbligo vaccinale è esentato solo chi non può vaccinarsi per ragioni sanitarie, previo accertamento di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale dell’assistito o dal medico vaccinatore, e chi è guarito dal Covid da meno di 120 giorni e deve quindi aspettare 4 mesi prima di un’ulteriore dose.

Per tutti gli altri lavoratori  è sufficiente il green pass base, quindi va bene anche quello ottenuto da un tampone negativo rapido (che ha validità di 48 ore), o molecolare (che ha validità di 72 ore).

I datori di lavoro, dal 15 febbraio, sono tenuti alla verifica delle certificazioni verdi. I lavoratori che ne sono sprovvisti saranno considerati assenti ingiustificati e sospesi senza stipendio, anche se manterranno il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.

Chi accederà al luogo di lavoro senza green pass rafforzato sarà sanzionabile con una multa da 600 a 1.500 euro.

Fino al 15 giugno 2022 i datori di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti dell’azienda (è venuto meno il tetto dei 15 dipendenti), dopo 5 giorni di assenza ingiustificata possono sospendere i lavoratori per tutta la durata del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque, per un periodo non superiore a 10 giorni lavorativi, rinnovabili fino al termine del 15 giugno.

 

Fondo Nuove Competenze: ammesse a finanziamento 7.500 aziende per oltre 330mila lavoratori

È stata riaperta l’istruttoria e la valutazione di tutte le istanze di accesso al Fondo nuove competenze presentate nei termini, ossia entro il 30 giugno 2021: è quanto stabilisce il decreto del commissario straordinario Anpal del 1° febbraio 2022.
A fronte di 6.710 aziende finanziate nel 2021, grazie alle risorse originariamente disponibili, trovano oggi accesso al fondo 7.513 nuove aziende che coinvolgono circa 333mila lavoratori.

Il Fondo nuove competenze eroga contributi finanziari in favore dei datori di lavoro privati che abbiano stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro, per la partecipazione a percorsi di formazione dei lavoratori.

Per favorire la realizzazione dei progetti formativi, semplificare la gestione e definire alcuni procedimenti sospesi, il decreto introduce modifiche ai termini delle integrazioni, per lo svolgimento delle attività formative e per la richiesta di saldo.

La copertura finanziaria per lo scorrimento è assicurata per circa 500 milioni di euro dalle risorse React-Eu confluite nel Programma operativo Spao (Sistemi per le politiche attive del lavoro) a titolarità di Anpal, per 100 milioni dal bilancio dello Stato (come previsto dall’art. 10-bis del cd. “decreto fiscale”) e, infine, per circa 30 milioni dalle economie derivanti da rinunce e minori rendicontazioni dei contributi già riconosciuti.

Nei prossimi mesi sarà adottato un decreto interministeriale ed un nuovo avviso per la presentazione di nuove istanze a valere sull’ulteriore miliardo di euro disponibile in base alla programmazione delle risorse React-Eu.

fonte ANPAL

Aiuti di Stato: Obbligo di pubblicazione

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

La norma europea sulla concorrenza impone a tutte le imprese di pubblicare entro il 30 giugno di ogni anno, tutti gli aiuti, sovvenzioni, crediti d’imposta, ecc., ricevuti nell’anno precedente. L’importo è su base annua e deve essere conteggiato secondo il criterio di cassa (erogati / incassati) e non sulla base della concessione.

IMPRESE TENUTE ALLA PUBBLICAZIONE

Sono tenute a pubblicare gli aiuti ricevuti solo le imprese che hanno recepito sovvenzioni per un importo cumulativo superiore a 10 mila euro. Sono esclusi i liberi professionisti.

COSA E COME DICHIARARE

Sono soggetti all’obbligo i seguenti aiuti/contributi:

  • sovvenzioni,
  • sussidi,
  • vantaggi,
  • contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, effettivamente erogate dalle Pubbliche Amministrazioni (ad es. Stato, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Istituzioni universitarie, Camere di Commercio)

Vanno altresì dichiarati contributi a fondo perduto, le garanzie a copertura di mutui, i crediti d’imposta ricompresi nel regime De Minimis o nell’ambito del “Temporary Framework” europeo (“quadro temporaneo”) rientrano in tali formule di aiuto pubblico.

Per ciascuna sovvenzione ricevuta, deve essere indicata:

  • denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
  • denominazione del soggetto erogante;
  • somma incassata o valore del vantaggio fruito;
  • data di incasso;
  • causale ovvero una breve descrizione del contributo ricevuto (es. Decreto Legge 19/05/2020, Fondo Garanzia PMI, DL 28 ottobre 2020).

REGIME SANZIONATORIO

In caso di inosservanza degli obblighi di trasparenza è prevista una sanzione amministrativa pari all’1% degli importi ricevuti, con un minimo di sanzione pari a 2.000 euro, e la sanzione accessoria dell’adempimento della pubblicazione.

Decorsi 90 giorni dalla contestazione, senza che il trasgressore abbia ottemperato agli obblighi, si applica l’ulteriore sanzione della restituzione integrale del beneficio.

PUBBLICAZIONE 

Le imprese associate che non dispongono di un proprio sito internet possono provvedere ala pubblicazione attraverso il sito di Federazione Unica

Scarica il modulo, per richiedere la pubblicazione sul sito di Unica,  invialo compilato a  segreteria_federale@federazioneunica.com    

                                                                                       Modulo pubblicazione AIUTI di  STATO 202302

Elenco Pubblicazioni 2023 

Silvestro Antonio


Elenco pubblicazioni 2020

gusto fiorentino srl 

Cattelani Filippo

Belforte srl

Bebi sas

Il ragno d’oro srl 

Elenco pubblicazioni 2021

Il ragno d’oro srl (1-2)

Il ragno d’oro srl (2-2)

F.P. System di Mario Pillitteri

Pavan Clarissa

MA.PO srl

Monarka srl

White srl

B&G di Barucci Alessandro & C. sas

BETA IMMOBILIARE SRL

CO.GE.RA. SRL 

Campagna Tesseramento 2023: scopri come entrare in UNICA

Entra a far parte di UNICA e scopri i vantaggi di essere associato.

UNICA offre alle imprese l’accesso ad una vasta gamma di servizi specializzati e di informazioni, grazie ad un ricco patrimonio di conoscenze consolidate negli anni di vita sindacale e associativa.

Dall’assistenza fiscale, alla formazione per i lavoratori, dal dialogo con le istituzioni all’organizzazione di meeting tematici.

Scarica il Regolamento per il tesseramento 2023

 

Legge di Bilancio 2022: le novità per lavoro e previdenza

Tra le previsioni in materia di lavoro e previdenza contenute nel testo definitivo della legge di Bilancio 2022 troviamo:

  • Riforma degli ammortizzatori sociali.
  • Correttivi al reddito di cittadinanza.
  • Ampliamento del contratto di espansione alle imprese con 50 dipendenti.
  • Novità per il congedo di paternità, Naspi e Dis-Coll. Sconto contributivo per il 2022 a favore dei lavoratori dipendenti.
  • Regole più stringenti per i tirocini curriculari ed extracurricolari.
  • Sgravi al 100% nei primi 3 anni per i datori di lavoro che stipulano contratti di apprendistato nel 2022 e che hanno meno di 9 dipendenti.
  • Novità per Ape sociale, proroga opzione donna e passaggio da Quota 100 a Quota 102.

Ma andiamo con ordine e approfondiamo le novità introdotte.

La CIGS è estesa a tutti i settori e riconosciuta a tutte le imprese con più di 15 dipendenti per le causali di riorganizzazione aziendale (anche per realizzare processi di transizione), crisi aziendale e contratto di solidarietà.  Inoltre non meno importante, la CIGS avrà un unico massimale di 1.199,72 euro. In pratica, si tratta di un aumento di oltre 200 euro per chi ha una retribuzione fino a 2.159,48 euro.

Altro punto fondamentale dal punto di vista dell’impatto sociale è l’eliminazione dei vuoti di tutela con l’ampliamento dell’ambito di applicazione del FIS, il Fondo di Integrazione Salariale. La misura sarà estesa a tutti i datori di lavoro appartenenti a settori e tipologie non rientranti nell’ambito di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e che non aderiscono a un Fondo di solidarietà bilaterale. Protezione sociale, formazione professionale, partecipazione attiva. I lavoratori in Cassa integrazione straordinaria partecipano a processi di formazione o di riqualificazione, anche con i fondi interprofessionali.

La durata della Dis-Coll viene innalzata da 6 mesi a 1 anno, con la garanzia di un numero di mesi di beneficio pari ai mesi di contribuzione versata (fermo restandola durata massima di 12 mesi) e il riconoscimento del versamento contributivo ai fini pensionistici.

Contratto di espansione per le imprese che occupano più di 50 dipendenti previsto per le aziende che hanno necessità di riorganizzarsi e avranno bisogno di forti e consistenti innovazioni tecnologiche. Tale cambiamento non deve comportare traumi sociali. Per mitigare questi effetti è previsto uno strumento che mette insieme formazione, trattamenti di sostegno al reddito, meccanismi di prepensionamento, nuove assunzioni: il contratto di espansione. Tale strumento che prima riguardava le imprese di maggiori dimensioni viene reso fruibile per le imprese più piccole (che occupano almeno 50 dipendenti) e prorogato per gli anni 2022 e 2023.

Sono previste maggiori tutele e garanzie per chi perde il lavoro.
Vengono alleggeriti i requisiti per avere la Naspi: non è più richiesto il requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi ma sarà sufficiente avere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Il meccanismo di décalage non opererà più dal quarto mese ma dal sesto e, in caso di percettori ultra cinquantacinquenni, dall’ottavo mese.
La Naspi viene estesa agli operai agricoli a tempo indeterminato che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici.

Per la Transizione Ecologica e digitale sono previsti dei patti territoriali: imprese, sindacati, autonomie locali e terzo settore, utilizzando il programma GOL fanno fronte comune per realizzare progetti formativi e di inserimento lavorativo nei settori della transizione ecologica e digitale. L’obiettivo è facilitare l’inserimento lavorativo dei lavoratori disoccupati, inoccupati e inattivi, riqualificare i lavoratori già occupati e potenziare le loro conoscenze.

Per le politiche attive per il lavoro vai all’articolo https://www.polygonspace.it/unica-old/politiche-attive-per-il-lavoro-arriva-gol/

(fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali)

Politiche attive per il lavoro: Arriva GOL

[sgmb id=”1″]Pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 306 del 27.12.2021)  il decreto interministeriale Lavoro-Mef sul programma di politiche attive del lavoro Garanzia occupabilità dei lavoratori (Gol) messo a punto dall’Anpal e dal Ministero del Lavoro, dopo il via libera della conferenza Stato- Regioni.  Il programma  GOL rientra tra gli obiettivi del PNRR e ha una scadenza immediata, per l’avvio delle  prime attività,  fissata al 31 dicembre 2021.

Le Regioni avranno 60 giorni per adottare il proprio piano regionale, da sottoporre al vaglio dell’ANPAL, che avrà 30 giorni per rispondere. Anpal attiverà, in caso di criticità, interventi di tutoraggio.

Il decreto contiene i criteri di riparto della prima quota di risorse, pari ad 880 milioni, dei complessivi 4,9 miliardi messi a disposizione dal Pnrr e React-Ue.

 Tra le regioni con maggiori finanziamenti:

  • Campania con 119,4 milioni di euro;
  • Lombardia con 101 milioni di euro;
  • Sicilia con 94,8 milioni di euro;
  • Lazio con 83,7 milioni di euro;

GOL: beneficiari  e obiettivi 

Il programma GOL  per la riqualificazione dei lavoratori in difficolta riguarderà:

  • i lavoratori in Cassa integrazione
  •  i beneficiari di Naspi e DISColl , Reddito di cittadinanza
  • giovani NEET
  • donne svantaggiate (disoccupate di lungo periodo),
  • persone con disabilità o fragilità
  • over 55  disoccupati
  • working poor  (ovvero lavoratori con redditi molto bassi).

Incaricati di fornire il servizio  di sostegno nella ricerca di una nuova occupazione sono i Centri per l’impiego, con l’ausilio di ANPAL  e  INPS, per il quale si sta cercando di mettere in piedi un sistema informativo integrato con le realtà regionali. Sono previste inoltre  oltre 11400 assunzioni ma  in molte Regioni i concorsi procedono con lentezza, in particolare nel Mezzogiorno.

GOL: Modalità e tempi di realizzazione

 Tempi di realizzazione previsti:   si punta ad attivare i GOL entro la fine del 2021.

 Come detto questi percorsi di riqualificazione dovrebbero sostituire anche l’attuale sistema di avviamento al lavoro collegato alla percezione del Reddito di Cittadinanza

Sono previsti  5 percorsi differenziati :

  1. Reinserimento occupazionale per chi ha un profilo facilmente occupabile;
  2. Formazione e aggiornamento per migliorare specifiche competenze del lavoratore;
  3. Riqualificazione in cui le attività formative saranno più impegnative;
  4. Lavoro e inclusione, gestito in collaborazione con i Comuni per i casi con bisogni più complessi;
  5. Ricollocazione collettiva per la gestione di crisi aziendali;

Le regioni e province autonome sono tenute a raggiungere il primo step degli obiettivi di Gol entro il 2022 garantendo l’inizio delle attività formative ai percettori di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito entro quattro mesi dall’avvio della fruizione della prestazione economica.

Entro il 2025 il Ministero prevede il coinvolgimento di 3 milioni di lavoratori.

Nel decreto è prevista anche la nascita di una cabina di Regia, partecipata da Ministero del Lavoro, Anpal, Regioni,  che dovrà monitorare e verificare la correttezza, l’attuazione i risultati delle attività del programma GOL.

Unica e il dialogo con Ispettorato Interregionale del Lavoro: la Circolare n.4/2021 INL.

Durante l’evento di “Linea diretta tour” tappa di Milano, Unica insieme ai rappresentanti dell’ IIL – Ispettorato Interregionale del Lavoro – ovvero la direttrice IIL nord ovest Patrizia Muscatello, il dott. Andrea Rapacciuolo e in particolare con l’ing. Paolo Schiavone, hanno analizzato la Circolare n.4/2021 indicante le condizioni per adottare il provvedimento di sospensione in caso di violazioni in materia di salute e sicurezza di cui all’Allegato I del D.Lgs. 81/08, come modificato dal D.L.146/21. La circolare è stata redatta con lo scopo di uniformare i comportamenti ispettivi e per anticipare le questioni di maggiore rilevanza.

Riassumendo i punti trattati nella circolare riguardo alle possibili condizioni per il provvedimento di sospensione.

    1. Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR);
    2. Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione;
    3. Mancata formazione ed addestramento;
    4. Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile;
    5. Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS);
    6. Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
    7. Mancanza di protezioni verso il vuoto;
    8. Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno;
    9. Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
    10. Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
    11. Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale);
    12. Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
Riguardo alla mancanza del DVR, la circolare indica che “si ritiene che il provvedimento di sospensione possa essere adottato solo laddove sia constatata la mancata redazione del DVR di cui all’art. 29, comma 1, del D.Lgs. 81/08. Nelle ipotesi in cui, in sede di accesso, venga dichiarato che il DVR è custodito in luogo diverso, ferma restando la contestazione dell’illecito di cui all’articolo 29, comma 4 del D.Lgs. 81/08, sarà opportuno adottare il provvedimento di sospensione con decorrenza differita alle ore 12:00 del giorno lavorativo successivo, termine entro il quale il datore di lavoro potrà provvedere all’eventuale esibizione. Solo nel caso in cui il DVR rechi data certa antecedente all’emissione del provvedimento di sospensione, sarà possibile procedere all’annullamento dello stesso limitatamente alla causale afferente alla mancanza del DVR”.
Riguardo alla mancanza della formazione ed addestramento, la circolare indica che il provvedimento di sospensione va adottato “solo quando è prevista la partecipazione del lavoratore sia ai corsi di formazione sia all’addestramento”. Tali circostanze “sono rinvenibili in riferimento alle seguenti fattispecie del D.Lgs. 81/08:

  • Articolo 73, in combinato disposto con art. 37, nei casi disciplinati dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (utilizzo di attrezzatura da lavoro);
  • Articolo 77, comma 5 (utilizzo di DPI appartenenti alla III categoria e dispositivi di protezione dell’udito);
  • Articolo 116, comma 4 (sistemi di accesso e posizionamento mediante funi);
  • Articolo 136, comma 6 (lavoratori e preposti addetti al montaggio, smontaggio, trasformazione di ponteggi);
  • Articolo 169 (formazione e addestramento sulla movimentazione manuale dei carichi)”.

Riguardo all’articolo 169 e alla movimentazione manuale dei carichi, considerato l’Accordo Stato Regioni del 2011 (formazione lavoratori), il personale ispettivo “verificherà, in rapporto alla mansione effettivamente svolta dal lavoratore, che la formazione specifica sia stata effettuata anche in riferimento alla movimentazione manuale dei carichi solo ove, dalle circostanze accertate in corso di accesso, sia emerso che lo stesso sia adibito a tale attività. Qualora non sia esibita la documentazione inerente alla formazione obbligatoria effettuata, si procederà con l’adozione del provvedimento di sospensione”.

La circolare si sofferma su molte altre condizioni che rendono possibile il provvedimento di sospensione, ad esempio la mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile. La circolare indica che il provvedimento di sospensione “va adottato nei soli casi in cui il datore di lavoro non abbia costituito il servizio di prevenzione e protezione e non abbia altresì nominato il RSPP, ai sensi dell’art. 17, comma 1 lettera b), del D.Lgs. n. 81/08, o assunto lo svolgimento diretto dei relativi compiti dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”.

Inoltre la circolare si sofferma sulla mancata elaborazione del piano operativo di sicurezza (POS) indicando che in base “al tenore letterale della disposizione, la sospensione trova applicazione solo nel caso in cui non sia stato elaborato, ai sensi dell’art. 96 comma 1 lettera g) del D.Lgs. n. 81/08, il POS di cui all’articolo 89, comma 1 lettera h) del D.Lgs. 81/08. L’elaborazione del POS può desumersi anche dal relativo invio al coordinatore o all’impresa affidataria”.

Nella circolare si ribadisce, in conclusione, che per tutte le ipotesi di sospensione elencate, il personale ispettivo “provvederà altresì ad adottare i provvedimenti di prescrizione obbligatoria ai sensi degli artt. 20 e seguenti del D.Lgs. 758/1994, salvo nei casi in cui gli illeciti non siano, in ragione della pena prevista, assoggettabili alla predetta procedura”. La revoca del provvedimento di sospensione sarà soggetta, salvo quanto previsto nella circolare (punto 3), “alla ottemperanza di tutte le prescrizioni impartite in riferimento all’allegato I, alla cui verifica dovrà procedersi con la massima tempestività”.

Scarica la Circolare

Seconda tappa di “Linea Diretta Tour” di UNICA: piccole e medie imprese a confronto con enti e istituzioni

Seconda tappa di “Linea Diretta Tour” di UNICA:
piccole e medie imprese a confronto con enti e istituzioni

La ripartenza fra obblighi e proposte, strategie e strumenti per il rilancio delle piccole e medie imprese dopo la pandemia, impresa digitale e utilizzo delle nuove tecnologie nella comunicazione: questo il cuore di “Linea diretta tour”, serie di incontri organizzati da UNICA (Unione Nazionale Italiana delle Micro & Piccole Imprese del commercio, dei Servizi e dell’Artigianato), finalizzati a favorire il dialogo tra i vari attori del mondo del lavoro e ad approfondire temi attuali presenti nell’ agenda politico-economica nazionale, mettendo a confronto piccole e medie imprese con enti ed istituzioni dopo l’emergenza sanitaria che ha cambiato profondamente la gestione aziendale, rimettendo al centro la sicurezza dei lavoratori e non solo. Dopo la tappa di Salerno del 19 novembre, venerdì 17 dicembre il secondo appuntamento si è svolto a Milano presso Starhotel e.c.ho, dove UNICA ha riunito attorno allo stesso tavolo rappresentanti di enti ed istituzioni operanti nel capoluogo lombardo, insieme a tecnici, per analizzare la situazione delle imprese sul territorio. L’iniziativa – rivolta a imprenditori, professionisti, commercialisti, consulenti aziendali, giuslavoristi aveva l’obiettivo di approfondire le tematiche relative alla ripresa delle attività con focus sugli aspetti che riguardano le Pmi, fortemente colpite dalla pandemia, e analisi degli strumenti innovativi e utili al miglioramento della qualità della vita lavorativa.

A introdurre e moderare il dibattito il Direttore Centrale Gianluigi De Sanctis, che ha subito passato la parola a Patrizia Muscatello Capo Ispettorato interregionale del lavoro area nord ovest, ha salutato positivamente l’iniziativa sottolineando l’importanza della
cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro e il fondamentale ruolo della comunicazione tra enti e professionisti, oltre ad evidenziare l’Ispettorato come organo fondamentale per l’attuazione delle regole di sicurezza. 

Il Presidente ANCL Milano Alessandro Graziano ha illustrato la proposta dell’Associazione dei Consulenti del lavoro rispetto alla normativa dello smart working, e al recentissimo protocollo emanato del Governo e delle parti sociali del Governo e delle parti sociali. Il passo imprescindibile, secondo il CDL, sarebbe quello di fare ordine nella normativa e renderla più precisa e attuale. La proposta è quella di prevedere tre categorie di lavoratori: quelli da remoto per esigenze aziendali, quelli da remoto che stipulano un accordo in tal senso, quelli veramente “agili” che lavorano veramente per obiettivi in modo più o meno autonomo. L’obiettivo è quello di non mettere nel medesimo insieme lavoratori agili e lavoratori che svolgono le loro attività in modo praticamente indistinguibile dai loro colleghi in sede, ma da una postazione collocata in altro luogo o presso la propria abitazione.

L’approfondimento sul Green-pass a cura di Simone Cagliano, Esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ha messo in luce come la norma sia coerente
rispetto all’obbligo vaccinale per alcuni settori ma vada ad appesantire ancor più un sistema impresa già particolarmente sofferente rispetto ad obblighi ed adempimenti. 

Intervenuto poi Alessandro D’Amico, Vice Presidente Nazionale di UNICA, Consulente del Lavoro e Presidente di UNICA Formazione. Il dottor D’Amico ha fatto il punto sull’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuativo tra i vari attori del mondo del lavoro.

Il recente D.L. 146/2021 è stato oggetto della relazione Andrea Rapacciuolo Responsabile Processo Funzionamento Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano e in maniera più approfondita dell’ Ispettore Ing. Paolo Schiavone.

Il Responsabile Unità organizzativa vigilanza presso la Direzione di
Coordinamento Metropolitano di Milano, Raffaele Perillo ha mostrato i dati sull’incremento esponenziale delle ore di Cig e dei sussidi erogati dall’istituto di previdenza durante la fase emergenziale e non solo. Il funzionario ha messo in luce quanto sia stato notevole lo sforzo condiviso per la risoluzione della drammatica situazione
socio- economica dovuta alla pandemia e quando sia stato determinante l’inps come attore protagonista per la tenuta del sistema. 

Sono intervenuti inoltre l’Avvocato Fortunato Barone e l’Avvocato Vincenzo Comune, referenti dell’area lavoro giuridico/sindacale di Federazione Unica.

Le conclusioni del Presidente di Federazione Unica, Stefano Diquattro hanno evidenziato   l’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuativo tra i vari attori del mondo del lavoro, con l’auspicio di creare un rapporto privilegiato tra enti e imprese attraverso l’intermediazione di Unica.

“Linea Diretta Tour” fa tappa a Milano il 17 dicembre 2021

Sta per svolgersi a Milano presso Starhotel E.c.ho, la seconda tappa di “Linea Diretta Tour”, serie di incontri finalizzati a favorire il dialogo tra i vari attori del mondo del lavoro, e ad approfondire temi attuali presenti nell’ agenda politico- economica nazionale. Unica raccoglierà al proprio tavolo rappresentanti di enti ed istituzioni operanti nel capoluogo lombardo, insieme a tecnici, per analizzare la situazione delle imprese sul territorio. Come per la tappa di Salerno, svoltasi il 19 Novembre sorso, si tratteranno temi quali digitalizzazione, sicurezza sui luoghi di lavoro, smart working ecc. L’approfondimento sul Greenpass sarà a cura di Simone Cagliano, Esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, mentre per l’evoluzione della normativa sullo smart working il presidente ANCL Milano Alessandro Graziano illustrerà la proposta dell’associazione dei consulenti del lavoro. Si analizzerà inoltre Il recente D.L. 146/2021 contenente il rafforzamento dell’attività di coordinamento ed ispettiva e l’inasprimento delle sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti con Patrizia Muscatello, Capo Ispettorato Territoriale del Lavoro Area Nord Ovest, Andrea Rapacciuolo Responsabile Processo Funzionamento Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano e con l’ispettore ing. Ing. Paolo Schiavone.

Il Responsabile Unità organizzativa vigilanza presso la Direzione di Coordinamento Metropolitano di Milano, Raffaele Perillo farà una disamina sul canale informatico dell’istituto, e porrà l’attenzione sull’aumento dell’utilizzo della tecnologia dovuto alla pandemia, inoltre si parlerà di agevolazioni alle assunzioni e bonus posti in essere dall’istituto di previdenza.

Interverranno inoltre Fortunato Barone e Vincenzo Comune, Avvocati lavoristi, area giuridico –sindacale di Unica.

Non mancherà l’intervento del Presidente Nazionale di Unica, Stefano Diquattro, che evidenzierà come l’associazione intende stare al fianco degli imprenditori in uno scenario in continua evoluzione, sia tecnica che socio-culturale. Sull’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuato tra i vari attori del mondo del lavoro, Alessandro D’Amico Vicepresidente Nazionale di Unica, farà il punto e indicherà i propositi in campo per i prossimi incontri.

Modererà i lavori Gianluigi De Sanctis Direttore Centrale di Federazione Unica.

 

Protocollo Smart Working 7/12/2021

Crescente attenzione alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, rispetto della sostenibilità ambientale, volontà di ridisegnare il concetto di lavoro in un quadro di fiducia autonomia e responsabilità condivise, questi i temi che hanno portato alla stesura del “Protocollo Nazionale sul Lavoro in modalità Agile”.
il Gruppo di Studio del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha sottoposto alle Parti Sociali e studiato l’impatto del lavoro Agile sulla vita delle imprese e dei lavoratori durante l’ emergenza pandemica e non solo.
L’indagine ha evidenziato quanto il lavoro in modalità agile favorisca una organizzazione aziendale più snella e produttiva orientata a obiettivi e fasi di lavoro e quindi il bilanciamento tra sfera personale e lavorativa.
Tra i principi generali è evidenziata la volontà del lavoratore e la spinta a creare maggiore comunicazione tra  le parti, inoltre viene sottolineata la differenza tra Lavoro agile e telelavoro a cui continua ad applicarsi la vigente normativa.
Alla base del protocollo è previsto un accordo individuale con il datore in cui vengono stabiliti tutti i parametri della prestazione, tra cui il luogo di attività, le modalità di controllo, l’attività formativa e le pause dal lavoro. Per l’organizzazione della giornata lavorativa è rimarcata l’assenza di un orario rigido di lavoro e dunque maggiore autonomia nello svolgimento della prestazione nell’ambito degli obiettivi prefissati. Inoltre il lavoratore può richiedere permessi orari, previsti dai contratti collettivi, per particolari motivi personali o familiari. Inoltre il datore di lavoro non può richiedere prestazioni di lavoro  straordinario durante le giornate di lavoro agile.
Per quanto riguarda il luogo di svolgimento dell’attività lavorativa. l’Art 4 evidenzia la libertà del lavoratore di scegliere la sistemazione purché abbia caratteristiche tali da consentirne lo svolgimento in termini sicurezza e riservatezza. L’Art 6 specifica che per i lavoratori in modalità Agile si applicano gli obblighi di salute e sicurezza sul lavoro di cui al d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. alle prestazioni rese all’esterno dei locali aziendali. Inoltre “Ciascun lavoratore agile ha infatti diritto allo stesso trattamento economico e normativo complessivamente applicato ai lavoratori “non agili” e alle stesse opportunità rispetto ai percorsi di carriera, di iniziative formative e di ogni altra opportunità di specializzazione e progressione della propria professionalità, nonché alle stesse forme di welfare aziendale e di benefit previste dalla contrattazione collettiva e dalla bilateralità”.  L’aggiornamento professionale resta fondamentale per i lavoratori posti in modalità agile e pertanto al fine di garantire un’adeguata risposta ai loro fabbisogni formativi, essi devono continuare a essere inseriti anche nei percorsi professionali e di sviluppo professionale rivolti alla generalità dei dipendenti, come previsto dall’art. 20, comma 2, l. n. 81/2017. Va favorita, anche con eventuali incentivi, la formazione continua.
In conclusione le Parti sociali convengono sulla necessità di istituire un Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile con l’obiettivo di monitorare: i risultati raggiunti, lo sviluppo della contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale, l’andamento delle linee di indirizzo contenute nel presente Protocollo e di valutarne possibili sviluppi e implementazioni.
Infine è manifesta la volontà di incentivare l’utilizzo del lavoro agile e chiedono urgenti misure di semplificazione del regime delle comunicazioni obbligatorie relative all’invio dell’accordo individuale che seguano le stesse modalità del regime semplificato attualmente vigente e concordano sulla necessità di incentivare l’utilizzo corretto del lavoro agile anche tramite un incentivo pubblico destinato alle aziende che regolamentino il lavoro agile con accordo collettivo di secondo livello.