Vittoria!!

Roma, 29 agosto 2018 

Questa è la pagina dell’INL, che informa – indirettamente – sul ritiro della nota del 20 giugno scorso, in cui, con toni persecutori e chiaramente illegittimi, si dava copertura politica agli interessi di parte alla base della circolare 3/2018 sulle azioni di contrasto poste in essere dall’INL al fenomeno del dumping contrattuale.

Da subito, con un’apposita nota, UNICA aveva manifestato tutto il proprio dissenso sulla forma e sui contenuti dell’azione posta in essere da Pennesi. Nel volgere di poche settimane, si è assistito ad una vera e propria alzata di scudi da parte di un intero mondo della rappresentanza che, secondo i “portavoce” occulti dei soliti noti, doveva essere cancellato dal novero dei soggetti abilitati alla contrattazione collettiva.

Ora, come UNICA, auspichiamo che, nell’imminenza della ripresa dell’attività politica, la maggioranza al governo metta in calendario una nuova stagione di definizione delle norme quadro da porre a regolatore delle relazioni sindacali in Italia.

Per UNICA, la sola possibilità di successo è nel dare oggettiva, diretta e pratica attuazione al disposto dell’articolo 39, terzo comma, della Costituzione, procedendo, quindi, alla definizione di regole certe per la costituzione delle associazioni sindacali (datoriali e dei lavoratori) e per definire norme certe e trasparenti per pesarne il reale grado di rappresentatività, fermo restando il principio che la rappresentanza deve sempre restare libera e mai soggetta a processi autorizzatori da parte di terzi nascendo, come cita la legge, “dalla adesione o dal conferimento del mandato” da parte del titolare del diritto.

https://www.ispettorato.gov.it/it-it/notizie/Pagine/Applicazione-CCNL-e-tutela-dei-lavoratori-20062018.aspx

Sitema contrattuale Cisal- Anpit/Cidec/Unica. DURIGON: “Contributo importante al sistema delle relazioni industriali”.


On. Claudio Durigon
Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali.

Roma, 26 giugno 2018 

[…]

Colgo l’occasione per complimentarmi con voi per lo splendido lavoro che state svolgendo nell’offrire una rinnovata capacità di rappresentanza delle istanze dei datori di lavoro, mettendola però in sinergia e non in contrasto con le esigenze e le istanze dei lavoratori.

La cultura della partecipazione, l’idea delle imprese come comunità di uomini e donne che, nel perseguire il profitto, ricercano il bene comune ha trovato nel vostro operato un modello sicuramente interessante ed efficace. Ho avuto modo di comprenderlo leggendo alcuni accordi aziendali altamente innovativi, sottoscritti da associati Anpit con il vostro supporto, che hanno promosso, in linea con la volontà del legislatore, il welfare aziendale e la produttività, dentro il quadro di un coinvolgimento dei lavoratori dipendenti nelle scelte strategiche aziendali.

In questi anni avete sviluppato, nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della Costituzione, una contrattazione collettiva nazionale con la CISAL (confederazione sindacale dichiarata comparativamente più rappresentativa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e membro del CNEL), che ha saputo guardare, con grande attenzione, alle evoluzioni del sistema economico nazionale e globale e conseguentemente alle evoluzioni normative offrendo un contributo importante al sistema delle relazioni industriali. Il CCNL Marketing operativo che oggi presentate è uno dei frutti evidenti di questo proficuo lavoro.

[…]

Sarà per me un onore e un piacere aprire con voi un confronto permanente che consenta al Paese di poter usufruire delle vostre idee sviluppate con tanta passione.

Vi auguro un buon lavoro con la certezza di vederci presto impegnati assieme, con tutte le parti sociali che vorranno, per dare un futuro alla nostra amata Italia.

On. Claudio Durigon

Sottoscritto il primo Ccnl del Terziario avanzato. Novità Contrattuale Assoluta.

di Franco Ravazzolo (membro commissione bilaterale En.Bi.C)

Al Festival del lavoro 2018, abbiamo avuto il piacere di ascoltare il ministro onorevole Luigi Di Maio che ha richiamato gli stessi principi informativi dei nostri contratti collettivi di lavoro, così come sempre dichiarati nelle premesse contrattuali. È stato motivo di grande orgoglio, anche perché lo stesso ministro ha indirettamente risposto con chiarezza alle recenti prese di posizione di Paolo Pennesi, presidente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, in tema di Cc.cc.nn.ll applicabili.

Infatti, mentre il dott. Pennesi parla di azione di contrasto «nei confronti delle imprese che non applicano i contratti “leader” sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil ma i contratti stipulati da Oo.ss. che, nel settore, risultano comparativamente meno rappresentative (Cisal, Confsal e altre sigle minoritarie)», il ministro Di Maio ha sottolineato la necessità d’individuare in modo analitico e settoriale la rappresentatività delle parti sottoscrittrici, senza apodittiche presunzioni. Nella «visione Pennesi» non è chiaro come possa concludere che la libertà sindacale c’è, ma non comprende il «cuore» e cioè la contrattazione delle condizioni economiche e normative del lavoro, unita alla possibilità di avere parità di diritti nei confronti dei benefici normativi e contributivi previsti dalle leggi dello stato.

Inutile dire che tale posizione porta a esiti anacronistici: un lavoratore potrebbe avere una Ral (Retribuzione annua lorda) molto elevata, per esempio per un ampio sistema premiale o per retribuzioni condizionate, ma non rispettare i minimi contrattuali mensili dei Cc.cc.nn.ll confederali. Sarà escluso dall’applicabilità dei benefici di legge?

Inoltre, i vari contratti collettivi confederali, a parità di mansioni, prevedono livelli retributivi nettamente divergenti. Come conciliare la previsione costituzionale di retribuzione (il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità
del suo lavoro) con differenze retributive marcate anche con identica quantità e qualità del lavoro prestato?

In realtà, la prassi contrattuale ha sempre delegato le parti dei singoli settori a determinare la retribuzione proporzionata. Se così stanno le cose, com’è possibile che questa eterminazione sia ora demandata a parti private estranee al negozio?

Nell’attesa che si chiarisca quanto precede, Anpit, Cepi, Cidec, Confimprenditori, Pmi Italia, Uai-Tcs, Unica con Cisal Terziario, Ciue Cisal, hanno sottoscritto il Ccnl «Terziario avanzato», per il triennio 1° luglio 2018-30 giugno 2021.

La classificazione del personale è conforme all’E.q.f. (European qualifications framework: classificazione europea delle professionalità) e, per le competenze I.c.t., le parti hanno integrato l’E.q.f. con l’E.-c.f. (European e-competence framework), realizzando così una novità contrattuale assoluta.

Inoltre, sul presupposto che dirigenti, quadri, impiegati e operai concorrono assieme ai risultati aziendali, seppur con competenze e responsabilità diverse, il Ccnl «Terziario avanzato» ha introdotto un principio rivoluzionario, che è un contratto collettivo unico per tutte le predette categorie.

Al fine di garantire parametri di giustizia, è centrale una corretta classificazione del personale e questo ha obbligato gli estensori del Ccnl a fare un’analitica classificazione suddivisa per categorie, livelli di professionalità, settori e competenze specifiche.

Questo Ccnl rinnova, per la parte che lo anticipava, anche il disdettato Ccnl «servizi» del 30/10/2012, del quale mantengono gli elementi qualificanti: i benefici premiali condizionati; un sostanzioso welfare contrattuale annuo e la previsione che il Ccnl dovrà essere normalmente integrato dalla contrattazione di secondo livello.

Tenendo conto delle particolari caratteristiche di settore e al fine di favorire l’accesso dei lavoratori agli strumenti di welfare, le parti hanno previsto un welfare contrattuale annuo, obbligatoriamente dovuto, di € 2.600,00 per i dirigenti; di € 1.300,00 per i quadri ed € 650,00 per tutti gli altri livelli d’inquadramento. Tale welfare si aggiunge all’estesa assistenza sanitaria integrativa del Ssn e alle prestazioni assicurative vita, contrattualmente previste tramite l’Ente bilaterale confederale (En.bi.c.: www.enbic.it).
Infine, l’Enbital (www.enbital.it), offre ai dirigenti e ai quadri, specifici servizi formativi.

Le parti, con questo Ccnl, hanno scelto di «correre», lasciando altre Parti ferme a trutturare anacronistici privilegi.

I contratti Cisal-Unica sono legittimi. Atti stipulati nel rispetto delle leggi e della Costituzione.

di Fulvio De Gregorio
(Presidente del Consiglio Direttivo dell’ENBIC – Ente Bilaterale Confederale)

L’Ente bilaterale confederale Enbic, punto di riferimento della contrattazione in essere tra le organizzazioni della Cisal e le associazioni datoriali Anpit, Cidec, Cepi, Confimprenditori, Pmi Italia, Uai e Unica vuole rassicurare le aziende che applicano i contratti dei settori commercio, servizi ausiliari, turismo e pubblici esercizi, raggruppati impropriamente nel calderone del cosiddetto terziario, che nulla è cambiato a livello normativo.

Le dichiarazioni rese lo scorso 26 giugno 2018 dal sottosegretario al ministero del lavoro, Claudio Durigon, spazzano via ogni dubbio sull’allarme determinato da alcuni passaggi della nota dell’Inl del 20 giugno u.s. che già erano in parte presenti nella circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro n. 3/2018.

Il sottosegretario al ministero del lavoro, Claudio Durigon, così si esprime infatti sui contratti stipulati da Anpit unitamente alle altre associazioni datoriali firmatarie sopra richiamate: «In questi anni avete stipulato, nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della costituzione, una contrattazione collettiva nazionale con la Cisal (confederazione sindacale dichiarata comparativamente più rappresentativa dalla presidenza del consiglio dei ministri e membro del Cnel) che ha saputo guardare con grande attenzione alle evoluzioni del sistema economico nazionale e globale e conseguentemente alle evoluzioni normative, offrendo un contributo importante al sistema delle relazioni industriali».
Niente di più vero!

Attualmente è pacifico che tutti i contratti di lavoro stipulati tra organizzazioni sindacali dei lavoratori e associazioni datoriali siano validi ed efficaci per il nostro ordinamento giuridico e che tutte le aziende siano libere di applicarli nel rispetto, ovviamente, dell’art. 36 della Costituzione (retribuzione sufficiente) e delle leggi che regolano la contribuzione e la fruizione di benefici fiscali. Per maggiore chiarezza va detto che sia la Fondazione studi consulenti del lavoro, sia successivamente illustri giuslavoristi ed esperti della materia (vedasi articoli pubblicati sul nostro sito) avevano già mosso fondate critiche alle argomentazioni dell’Inl, ritenendole inappropriate rispetto al dato normativo, arrivando a prevedere l’apertura di un fortissimo contenzioso, in quanto solo l’attuazione dell’art. 39 della Costituzione, attraverso una legge approvata dopo avere sentito tutte le parti sociali, consentirebbe di individuare, sia le associazioni comparativamente più rappresentative. sia eventuali contratti «leader».

Del resto è certo che la questione della maggiore comparatività delle associazioni sindacali e datoriali, in assenza di un provvedimento legislativo, non possa trovare soluzione, come pure è chiaro che un contributo (pur non risolutivo ed esaustivo) possa attualmente rinvenirsi solo nell’esito della procedura  seguita dal ministero del lavoro per scegliere le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative oggi presenti nel Cnel, cioè le Confederazioni sindacali Cgil, Cisal, Cisl, Ciu. Confedir, Confsal, Ugl e Uil. Non vi è dubbio che esista infine una obiettiva difficoltà nell’individuare il contratto «leader» di settore, non solo per l’assenza di dati numerici certi e insindacabili, ma anche per il fatto che la definizione del settore non può essere demandata ad accordi tra le parti interessate, ma deve essere demandata ad una legge.

È opportuno al riguardo precisare che la mancata applicazione da parte delle aziende del contratto «leader» è pienamente legittima e non impedisce comunque la fruizione dei benefici per l’apprendistato, né potrebbe comportare sanzioni nel caso la legge parli di deroghe consentite genericamente alla «contrattazione collettiva» o faccia semplicemente riferimento alle «organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative», com’è il caso di alcuni istituti regolati dal dlgs 81/85.

A giudizio di tutte le parti che sostengono la contrattazione che ruota intorno all’Enbic, un primo passo per giungere a regole certe contro il dumping contrattuale è quello di stabilire per legge il salario minimo garantito in attuazione dell’art. 36 della Costituzione, così come previsto dal programma dell’attuale governo.

Ci auguriamo, infine, che il ministro Di Maio riceva al più presto tutte le parti sociali, presenti o meno nel Cnel, per fermare iniziative anomale che rischiano di creare delle crisi occupazionali irreversibili, aggravando la drammatica situazione del paese e del sud in particolare.

La posizione di UNICA in merito alla Circolare n. 3/2018 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La circolare INL 3/2018 del 25 gennaio 2018, a firma Pennesi, riprende pedissequamente quanto più volte affermato da atti, interpelli e “veline” che gli ambienti del MLPS hanno in questi ultimi anni prodotto per consolidare una opinione condivisa sulla fantomatica applicabilità dell’altrettanto fantomatico principio della “maggiore rappresentatività in termini comparativi”.

Principio questo, che al pari di altri grandi classici del pensiero umano, quali – a titolo di mera esemplificazione: è nato prima l’uovo o la gallina, gli incontri con l’Olandese volante o i sempre attuali unicorni, non possono che rimanere quello che sono, delle semplici fantasie.

Fantasie e solo fantasie perché il Legislatore, nel breve arco temporale intercorrente tra il 1° gennaio 1948 e oggi, non ha inteso, per i più svariati motivi, dare attuazione pratica a quanto fissato dall’art. 39, terzo comma, della Costituzione repubblicana.

Quindi, per non tediare i lettori, tutto il castello di normative e rimandi a normative che si riaggancino alla citata e non meglio definibile “maggiore rappresentatività in termini comparativi”, altro non è se non carta sprecata.

Ora, per non essere tacciati di assumere posizioni pregiudiziali, ci limiteremo a citare la sentenza n. 231/2013 della Corte Costituzionale dove, oltre al corretto giudizio di illegittimità su quello che era il testo dell’articolo 19 della Legge 300/1970, così come modificato dal referendum parzialmente abrogativo del 1995, la Corte ha chiaramente ribadito che la riserva di legge prevista dal citato articolo 39, terzo comma, non può, in alcun modo, essere surrogata dall’affastellarsi di diversi ed eterogenei provvedimenti legislativi e/o amministrativi.

In conclusione, uscendo dal tono scherzoso che abbiamo assunto quale unico antidoto al fastidio che ci arreca questa politica del ministero del lavoro di totale acquiescenza ai desiderata dei “soliti noti”, ci preme rimarcare come – rebus sic stantibus – l’ordinamento italiano non preveda alcuna norma per definire il grado di rappresentatività  delle organizzazioni sindacali dei lavoratori se non la Legge 936/1986, dove all’art. 2, lettera b), si indicano in 22 i rappresentanti complessivi delle organizzazioni sindacali dei lavoratori da inserire all’interno del plenum del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Ora, stante la ovvia esistenza di ben più di 22 organizzazioni sindacali dei lavoratori in Italia, questa rimane l’unica previsione legislativa che consenta di valutare la rappresentatività presuntiva delle diverse sigle.

Ecco quindi che il combinato disposto del rispetto dell’art. 1, primo comma, della Legge 389/1989 e l’applicazione di un contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto, per la parte dei lavoratori, da sigle presenti al CNEL è sempre valido ed applicabile sia in assoluto, sia in riferimento a tutte le disposizioni di Legge citate dalla menzionata Circolare INL n. 3/2018.

“Il FUTURO è la nostra IMPRESA” – Congresso Confederale FENAPI – Salerno 12 e 13 aprile 2018.

Nei giorni del 13 e 14 aprile si è svolto a Salerno il Consiglio Confederale di FENAPI.

Nel corso della due giorni di lavoro si sono tenuti, oltre al citato Consiglio Confederale, anche due convegni di notevole interesse: “finanza pubblica e privata più vicina alle PMI con il supporto dei CONFIDI vigilati” e “infortuni sul lavoro e malattie professionali”.

In questo Consiglio Confederale ordinario, il primo dopo le dimissioni da Direttore di Cateno De Luca, si è proceduto, così come previsto dallo Statuto di FENAPI, all’approvazione del bilancio consuntivo 2017, al reintegro del plenum delle cariche confederali resesi vacanti nel corso dell’anno, oltre a ciò il Consiglio – operando una modifica statutaria – ha previsto l’attivazione del ruolo di Segretario Generale di FENAPI Group al fine di meglio coprire i bisogni di raccordo tra la Presidenza, organo politico, e la struttura amministrativa della Confederazione. Alla carica di Segretario Generale è stato chiamato l’amico e collega Concetto Parisi a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte di noi tutti di UNICA.

Altresì la Confederazione ha deliberato la costituzione di un Centro Studi che possa coadiuvare l’azione di individuazione e di formazione delle nuove leve dirigenti di FENAPI.

Nel corso della relazione di replica il Presidente confederale di FENAPI Group Carmelo Satta ha ricordato le avversità e gli ostacoli che si sono posti sul cammino della nostra Organizzazione nel corso dello scorso anno, ribadendo, tuttavia, la propria più incondizionata convinzione che queste difficoltà, lungi dal fermare lo sviluppo di FENAPI, ne rafforzeranno la fibra ed il grado di coesione interna, rendendoci – di fatto – più forti di prima.

Durante i lavori del Consiglio Confederale è intervenuto, con grande emozione di tutti i partecipanti, l’amico Cateno De Luca che, nel corso del suo intervento, ha tracciato una rapida sintesi delle note vicende giudiziarie che lo hanno visto – insieme ad altri dirigenti FENAPI – coinvolto negli scorsi mesi e che ora si sono, tutte, positivamente concluse. De Luca ha poi riconfermato la propria scelta dell’impegno politico per e nella sua terra, rappresentato dal suo essere Parlamentare regionale e dalla sua volontà di concorrere alle prossime elezioni per il municipio di Messina.

UNICA, al suo primo Consiglio Confederale successivo alla conclusione del processo di integrazione con la FENAPI, è stata rappresentata da una folta e valida delegazione composta dal Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis che ha anche portato il nostro saluto al’Assemblea, dal Presidente del Consiglio Nazionale Stefano Diquattro, dall’Amministratore del Centro Servizi Nazionale UNICA Daniela Casabianca e da molteplici delegati territoriali e categoriali accompagnati dal Segretario Generale Pier Corrado Cutillo.

A margine dei lavori confederali, UNICA ha svolto un proprio Consiglio Nazionale e ha deliberato tutta una serie di iniziative organizzative e di proselitismo che si svilupperanno nel corso dei prossimi mesi.

UNICA e FENAPI, da oggi fianco a fianco.

Un anno fa (26 gennaio 2017 alle 02:26 del mattino) firmavamo l’accordo di adesione di UNICA a FENAPI negli uffici della vecchia sede Fenapi.

Oggi, a completamento del piano di adesione definito 12 mesi fa, stiamo ultimando lo spostamento dei nostri uffici da Via Conegliano 18, al nuovo Quartier Generale della FENAPI sito in Roma – Corso d’Italia n° 39. 

Come noto UNICA dalla sua costituzione (2007) ha aderito alla CIDEC con cui ha vissuto nove lunghi anni di successi comuni. Questo rapporto si è poi sciolto (con decorrenza 29 gennaio 2017 come adesione politica ed il 30 giugno 2017 per le coperture di Legge) per la reciproca constatazione dei differenti e non più conciliabili obiettivi che guidavano le azioni di CIDEC e di UNICA.

UNICA ha scelto come partner la Confederazione FENAPI al fine di proseguire nella strada intrapresa in questi ultimi anni vale a dire costituire una rete di Centri Servizi per le imprese associate che consenta la fase di crescita e consolidamento della Federazione e del suo sistema sindacale.

Grazie alla nostra adesione a questa Confederazione, i servizi che potremo offrire alle imprese associate ed ai i loro dipendenti si arricchiscono ulteriormente.

A questa rete di servizi si aggiunge e si integra completandola la nostra rete sindacale e para contrattuale composta da sette contratti collettivi (Commercio, Servizi, Terziario, Vigilanza, Turismo, Case di Cura, Logistica e Trasporti) , un ente bilaterale (ENBIC), una cassa mutua per i lavoratori inquadrati dai nostri CCNL (con MBA), la convenzione per la formazione finanziata (Conto di Rete Focus) e – ultimo arrivato – l’OPN e la sua rete di OPT (ENBIC SICUREZZA), per seguire sempre più efficacemente i nostri associati nelle questioni inerenti la sicurezza e quanto specificatamente disposto dal D. Lgs. n.81/2008.

UNICA però ha dovuto anche provvedere alla chiusura di alcuni Centri Servizi che si erano dimostrati incapaci di seguire le linee guida dell’associazione e che non erano stati in grado di integrare ai servizi tradizionalmente offerti le nuove opzioni associative che UNICA ha attivato in questo biennio.

Le imprese associate a UNICA che si appoggiavano ai CSU terminati in sede di ristrutturazione della rete, potranno appoggiarsi al CSN il quale sarà in grado di offrire nuove modalità di erogazione dei servizi tradizionali e sempre nuove opzioni per quelli innovativi.

Buon lavoro a tutti con UNICA 2.0.

Regolamento per il Tesseramento 2018

Regolamento per il Tesseramento 2018

Addì otto del mese di gennaio dell’anno duemiladiciotto, in Cassina de’ Pecchi presso la Sede Amministrativa di UNICA, il Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis ed il Tesoriere Maurizio Bonfanti,

visti

  • la delibera del Consiglio Nazionale del 12 dicembre 2017,
  • l’articolo 2 dello Statuto di UNICA Federazione Nazionale,

emanano

il presente Regolamento per il Tesseramento 2018 composto da 8 articoli e la presente premessa.

Art. 1 – Campo d’Applicazione

Il presente Regolamento per il Tesseramento 2018 – da adesso in poi, per brevità, il Regolamento – norma le procedure e gli importi che i Soci di UNICA dovranno seguire per saldare la quota associativa per l’anno 2018, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

Il Regolamento decorre dal 1° gennaio 2018 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di un eventuale nuovo Regolamento.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativa con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci alla Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

I – Quota Ordinari – Soci in possesso di partita IVA.
Quota sociale di valore pari ad € 140,00 (Euro Centoquaranta/00);

II – Quota Convenzionati – Soci in possesso di partita IVA che usufruiscono di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ; Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti); Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.
Quota sociale di valore pari al 50% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 70,00 (Euro Settanta/00);

III – Quota Smart – Soci Convenzionati che aderiscano ad UNICA dalla data del 1° ottobre 2018.
Quota sociale di valore pari al 25% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 35,00 (Euro Trentacinque/00);

IV – Quota Associazioni di Scopo – Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).
Quota sociale di valore pari al 20% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 28,00 (Euro Ventotto/00);

V – Quota Ridotta – Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:
Quota sociale di valore pari al 10% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 14,00 (Euro Quattordici/00);

Art. 4 – Modalità di pagamento Soci Ordinari/Convenzionati/Smart/Associazioni di Scopo.

Invio, a cura dell’Ufficio tesseramento (ufficio_tesseramento@federazioneunica.it ), del MAV per effettuare il pagamento direttamente presso la Struttura di riferimento dei Soci. Al valore della quota di tesseramento di competenza verranno aggiunti € 3.50 (Euro Tre/50) per recupero spese di emissione, spedizione e gestione MAV. La conservazione della matrice del documento stesso costituisce l’unica ricevuta valida come quietanza da parte di UNICA.

Art. 5 – Modalità di pagamento Soci a quota ridotta

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 6 – Modalità di pagamento Soci SMART
Per i Soci che aderiranno dalla data del 1° ottobre 2018:

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 7 – Tessere 2018

La tessera associativa di UNICA per l’anno 2018 indipendentemente dalla tipologia di inquadramento del Socio, vedi art. 3 del presente Regolamento, è costituita dalla ricevuta rilasciata da UNICA Nazionale, in caso di pagamento MAV, o dalla D.Z. in caso di incasso diretto.

Art. 8 – Rimandi

Per tutto quanto non specificato nel presente Regolamento si rimanda allo Statuto di UNICA e, successivamente, ai Regolamenti previsti dallo Statuto stesso.
In caso di persistente difficoltà interpretativa si rimanda al Consiglio Nazionale che emetterà un parere pro veritate.

Cassina de’ Pecchi, 8 gennaio 2018

 

F.to Il Tesoriere Nazionale                                              F.to Il Presidente Nazionale

Rag. Maurizio Bonfanti                                                      Rag. Gianluigi De Sanctis 

Buon Natale e Felice 2018

Desidero augurare un felicissimo Natale a tutti gli iscritti ad UNICA – Unione Nazionale Italiana delle Micro & Piccole Imprese del Commercio, dei Servizi e dell’Artigianato.

Vi auguro che sia un giorno di serenità e di gioia e che possiate trascorrerlo con i vostri cari.

Ci attendono sfide importanti che sappiamo di poter vincere. Lo sapremo fare mettendo in campo il nostro modo di essere e di operare, quel fattore che da sempre ci distingue rispetto alle altre Associazioni. UNICA continuerà ad essere, come sempre, un valido sostegno per le imprese associate.

Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo costruito in questi 10 anni di duro lavoro e continuare ad impegnarci ogni giorno guardando con fiducia al futuro della nostra Associazione.

Tanti cari auguri di Buon Natale e di un radioso 2018.

Il Presidente Nazionale 
Gianluigi De Sanctis

Ciao Silvia

Federazione UNICA piange la scomparsa di Silvia Fabbrini responsabile del Centro Servizi UNICA-FENAPI di Firenze. La Signora Fabbrini è venuta a mancare all’affetto dei Suoi cari dopo lunga malattia giovedì 14 dicembre a Firenze.

Nell’autunno 2007 la Signora Fabbrini è stata tra i Soci fondatori di UNICA, nel corso della sua vita lavorativa nella Federazione si è sempre dedicata al Centro Servizi UNICA di Firenze  del quale – per oltre un quinquennio – aveva assunto la direzione operativa.

Pur essendosi diffusa la notizia del improvviso aggravamento delle Sue condizioni di salute e dell’inevitabilità dell’esito finale durante i lavori del Consiglio Nazionale, a cui partecipava anche il figlio, tutti i Dirigenti di Federazione UNICA rinnovano, attraverso questo comunicato, le proprie condoglianze al figlio della Scomparsa, il Consigliere nazionale Daniele Tarchi.