#iorestoacasa

Restare a casa è l’unico modo per fermare l’epidemia di coronavirus. Per questo motivo la collaborazione di tutti è decisiva in questo momento. Non uscire di casa, evitare i contatti sociali e gli spostamenti se non strettamente necessari, per tutelare la salute di tutta la popolazione.

Anche noi aderiamo alla campagna social #iorestoacasa

#COVID-19. Coronavirus, le norme da seguire per limitare la diffusione.

Per evitare il contagio anche noi di Unica ci appelliamo alla responsabilità di tutti e vi ricordiamo le semplici regole da seguire:

  • lavarsi spesso le mani.
  • evitare il contatto ravvicinato con persone
  • evitare strette di mano;
  • distanza interpersonale di almeno un metro;
  • starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie;
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Regolamento per il Tesseramento 2020

Regolamento per il Tesseramento 2020

Addì venti del mese di dicembre dell’anno duemiladiciannove, in Cassina de’ Pecchi presso la sede della Presidenza nazionale, il Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis ed il Tesoriere Maurizio Bonfanti,

visti

  • la delibera del Consiglio Nazionale del 19 settembre 2019,
  • l’articolo 2 dello Statuto di UNICA Federazione Nazionale,

emanano

il presente Regolamento per il Tesseramento 2020 composto da 8 articoli e la presente premessa.

Art. 1 – Campo d’Applicazione

Il presente Regolamento per il Tesseramento 2020 – da adesso in poi, per brevità, il Regolamento – norma le procedure e gli importi che i Soci di UNICA dovranno seguire per saldare la quota associativa per l’anno 2020, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

Il Regolamento decorre dal 1° gennaio 2020 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di un eventuale nuovo Regolamento.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativa con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci alla Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

I – Quota Ordinari – Soci in possesso di partita IVA.
Quota sociale di valore pari ad € 140,00 (Euro Centoquaranta/00);

II – Quota Convenzionati – Soci in possesso di partita IVA che usufruiscono di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ; Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti); Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.
Quota sociale di valore pari al 50% della quota ordinaria che per il 2020 corrisponde ad € 70,00 (Euro Settanta/00);

III – Quota Smart – Soci Convenzionati che aderiscano ad UNICA dalla data del 1° ottobre 2020.
Quota sociale di valore pari al 25% della quota ordinaria che per il 2020 corrisponde ad € 35,00 (Euro Trentacinque/00);

IV – Quota Associazioni di Scopo – Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).
Quota sociale di valore pari al 20% della quota ordinaria che per il 2020 corrisponde ad € 28,00 (Euro Ventotto/00);

V – Quota Ridotta – Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:
Quota sociale di valore pari al 10% della quota ordinaria che per il 2020 corrisponde ad € 14,00 (Euro Quattordici/00);

VI – Quota Associativa Centri Servizi Unica: Quota sociale del valore pari ad € 1.000 maggiorata di un importo pari ad  € 365,00 per ogni dipendente distaccato presso la struttura.

Art. 4 – Modalità di pagamento Soci Ordinari/Convenzionati/Smart/Associazioni di Scopo.

Invio, a cura dell’Ufficio tesseramento (ufficio_tesseramento@federazioneunica.it ), del MAV per effettuare il pagamento direttamente presso la Struttura di riferimento dei Soci. Al valore della quota di tesseramento di competenza verranno aggiunti € 3.50 (Euro Tre/50) per recupero spese di emissione, spedizione e gestione MAV. La conservazione della matrice del documento stesso costituisce l’unica ricevuta valida come quietanza da parte di UNICA.

Art. 5 – Modalità di pagamento Soci a quota ridotta

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 6 – Modalità di pagamento Soci SMART
Per i Soci che aderiranno dalla data del 1° ottobre 2020:

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 7 – Tessere 2020

La tessera associativa di UNICA per l’anno 2020 indipendentemente dalla tipologia di inquadramento del Socio, vedi art. 3 del presente Regolamento, è costituita dalla ricevuta rilasciata da UNICA Nazionale, in caso di pagamento MAV, o dalla D.Z. in caso di incasso diretto.

Art. 8 – Rimandi

Per tutto quanto non specificato nel presente Regolamento si rimanda allo Statuto di UNICA e, successivamente, ai Regolamenti previsti dallo Statuto stesso.
In caso di persistente difficoltà interpretativa si rimanda al Consiglio Nazionale che emetterà un parere pro veritate.

Cassina de’ Pecchi, 20 dicembre 2019

 

F.to Il Tesoriere Nazionale                                       F.to Il Presidente Nazionale

Rag. Maurizio Bonfanti                                             Rag. Gianluigi De Sanctis 

CCNL DI UNICA: riepilogo codici contratto

 

                La Corte di Cassazione ha di recente confermato che le Aziende sono libere di scegliere il contratto di lavoro da applicare ai propri dipendenti iscrivendosi però ad una delle Associazioni datoriali firmatarie del CCNL.

In caso contrario il lavoratore potrebbe infatti chiedere l’applicazione di un diverso contratto di lavoro (cfr. ordinanza della Cassazione 22367 del 6 settembre 2019 pubblicata sul sito UNICA), e gli ispettori del lavoro potrebbero contestare la mancata applicazione del contratto leader sotto l’aspetto retributivo e normativo, come avvenuto in alcune occasioni.

In caso di iscrizione dell’Azienda ad una delle Associazioni datoriali l’applicazione del CCNL non può invece dare luogo a contestazioni sotto i suddetti profili.

Nel concetto di corretta applicazione deve intendersi anche quello del pagamento degli importi previsti dal CCNL in favore dell’ENBIC per prestazioni sanitarie che equivalgono a tutti gli effetti a retribuzione, nonché al contributo di assistenza contrattuale (co.as.co.).

Al fine di evitare il rischio di sanzioni o di vertenze si richiama l’attenzione delle aziende circa l’urgente necessità di porre in essere i seguenti adempimenti:

                   1) Mantenimento dell’iscrizione alla Federazione UNICA per il tramite delle sue articolazioni territoriali (Delegazioni Zonali, Federazioni di scopo o territoriali);

                   2) Regolarità e puntualità dei pagamenti nei confronti dell’Ente Bilaterale;

                   3) Indicazione nelle denunce Uniemens dei codici identificativi del contratto applicato.

Indichiamo di seguito l’elenco aggiornato dei CODICI CONTRATTO della CONTRATTAZIONE in essere tra CISAL TERZIARIO/UNICA, da utilizzare per i prossimi invii dei flussi Uniemens da settembre 2019:

  • Codice “381”, per i dipendenti di aziende e cooperative esercenti attività nel settore del marketing;
  • Codice “382”, Case di cura, servizi assistenziali e socio sanitari;
  • Codice “383”, Studi professionali e agenzie di assicurazioni;
  • Codice “384”, per i dirigenti, quadri, impiegati e operai del Terziario avanzato;
  • Codice “384”, per i dirigenti, quadri, impiegati e operai del Terziario avanzato;
  • Codice “450”, per dipendenti dei settori del Commercio;
  • Codice “453”, per i settori dei Servizi ausiliari alle collettività, alle aziende e alle persone;
  • Codice “454”, per i dipendenti di Aziende esercenti attività nel settore Turismo, Pubblici esercizi e Agenzie di viaggio;
  • Codice “456”, per i dipendenti degli Istituti e Aziende di Vigilanza privata, investigazioni e servizi fiduciari;

In ogni caso informazioni più dettagliate potranno essere reperite al sito www.polygonspace.it/unica-old, telefonare al numero 02-49580835 oppure scrivendo a segreteria_nazionale@federazioneunica.it.

Chi non si forma si ferma, ovvero l’importanza dell’aggiornamento.

da ItaliaOggi del 12/03/2019

 

Ritorniamo ancora sull’importanza strategica della formazione continua quale unico strumento per garantire a tutti e in qualsiasi realtà lavorativa l’unico strumento di competitività che possa realmente fare la differenza nell’attuale scenario macroeconomico: il saper fare.

Consapevole di tutto ciò, all’interno della propria offerta formativa Unica Formazione, grazie al supporto di Federazione Unica, ha sviluppato importanti iniziative che riguardano l’attivazione di percorsi formativi rivolti alle aziende e, quindi, soprattutto ai dipendenti, valore centrale delle pmi che fondano proprio sul saper fare delle proprie risorse umane l’elemento che determina il successo e la permanenza sul mercato delle diverse imprese. A questo core business Unica, nel 2019, ha voluto aggiungere una rinnovata attenzione anche i professionisti che supportano direttamente o per il tramite degli studi le pmi nelle loro attività quotidiane. Ciò anche per imprimere una spinta innovativa alle procedure con cui i diversi ordini adempiono alle previsioni di cui al dpr 137 del 2012. Tra l’insieme delle professionalità al servizio delle imprese, grande rilievo è stato posto da Unica formazione sui consulenti del lavoro che, oggi, sono chiamati ad avere un ruolo strategico per garantire il corretto svolgimento delle norme che riguardano il rapporto tra azienda e lavoratore. Rapporto che, solo se fluido e di reciproca soddisfazione, garantisce quel clima di collaborazione utile, anzi necessario, alle sfide che i mercati globali pongono alle nostre imprese.
 

L’attenzione per la categoria manifestata da Unica ha trovato, si parva licet, dallo stesso Presidente del Consiglio Conte, che nel corso degli Stati Generali dell’Ordine dei CdL nello scorso gennaio, aveva inteso valorizzare sempre più il ruolo e l’opera dei consulenti del lavoro, riconoscendo anche ulteriori spazi professionali al loro Ordine, all’interno delle competenze riservate in forza di legge.

 

Unica formazione per migliorare la propria capacità di raggiungere in modo capillare la domanda di formazione ha attivato, partendo dalla propria sede con funzioni di beta tester a Salerno, un’iniziativa che prevede l’aggiornamento continuo, in ambito di formazione continua obbligatoria, per tutti gli iscritti all’ordine della provincia di Salerno.

 

Infatti, venerdì 22 febbraio 2019 è stata sottoscritta una importante convenzione tra Unica formazione e l’Ordine dei consulenti del lavoro di Salerno. Tale accordo prevede la possibilità di erogare corsi di formazione grazie all’ausilio di una piattaforma e-learning, con cui sarà possibile seguire percorsi formativi in modalità Fad-Formazione a distanza.

 

Questa opzione sarà attiva a far data dalla primavera di quest’anno, tanto che il prossimo convegno formativo, previsto per il corrente mese di marzo, sarà anche il momento in cui verranno fornire le istruzioni e le procedure per la registrazione e la fruizione dei corsi in modalità Fad.

 

Svolto con successo il primo accesso (registrazione) alla nuova modalità di erogazione dei contenuti formativi, il sistema consentirà ai consulenti di adempiere agli obblighi formativi con diverse modalità di partecipazione ma secondo i più alti standards qualitativi e di certezza sulla corretta utilizzazione dei moduli formativi.

 

Il perché di questa innovazione trova la sua ragione d’essere da un’esigenza concreta: raggiungere tutti i professionisti dislocati in una provincia vasta come quella di Salerno e far loro adempiere più facilmente agli obblighi della formazione professionale continua obbligatoria con il conseguimento dei crediti formativi.

Si ritiene utile precisare che la fruizione ai corsi e ai moduli formativi avverrà, per i professionisti senza alcun onere aggiuntivo alla normale quota di iscrizione annuale all’Ordine professionale che tutti i consulenti, come è naturale che sia, già pagano. L’iniziativa di cui sopra è stata positivamente accolta dal presidente dei consulenti del lavoro, Carlo Zinno, il quale fin da subito ha manifestato un forte entusiasmo, e fortemente voluta dal responsabile nazionale, dott. Alessandro D’Amico, di Unica formazione: «Con il coinvolgimento di docenti universitari ed esperti del settore, daremo la possibilità a tutti gli iscritti di essere costantemente aggiornati, sulle principali tematiche afferenti il mondo del Lavoro, tant’è che l’iniziativa prevede soprattutto una forte partecipazione di organi istituzionali, come Ispettorato del lavoro, Inps e Inail. Non solo, lo strumento messo a disposizione dei consulenti permetterà, attraverso le diverse applicazioni, di avere una linea diretta con l’Ordine in primis, e poi, in base agli argomenti trattati dai singoli docenti, ci saranno momenti di approfondimento e di confronto sulle tematiche trattate all’ interno di forum dedicati».

La rappresentatività tra poche certezze e molte incertezze. UNICA esprime la sua posizione.

Due recenti sentenze, una della Suprema Corte – la numero 4951 del 2019 – e una del Giudice del Lavoro di Pavia del 26 febbraio scorso, hanno riportato sotto i riflettori degli addetti ai lavori il sempre attuale argomento della legittimità o meno della contrattazione collettiva promossa da contraenti differenti da CGIL-CISL-UIL.

Il perché questi due pronunciamenti vengano da noi assimilati, fermo restando il diverso valore nomofilattico delle corti giudicanti, è da riscontrarsi nell’ennesima riconferma dell’assoluta e non più rimandabile esigenza di dare contenuto normativo ai principi dell’art. 39 della Carta.

Infatti, pur partendo da situazioni di fatto sovrapponibili, le interpretazioni – in assenza di un chiaro appiglio normativo – sono risultate completamente divergenti: la Suprema Corte ha riconfermato l’orientamento di riconoscere un’oggettiva valenza giuridica all’assunto della maggiore consistenza organizzativa delle succitate confederazioni CGIL-CISL-UIL con la conseguente ricaduta di ridurre il campo applicativo delle garanzie di libertà costituzionale di cui agli articoli 18 e 41, stante l’impossibilità per le Imprese di tradurre la libertà di associazione sindacale in libertà di utilizzazione degli strumenti prodotti dall’azione contrattuale e negoziale dell’associazione e l’analoga impossibilità per l’imprenditore, pur con le previsioni di cui all’art. 41, di poter liberamente scegliere quale strumento contrattuale collettivo applicare in azienda.

Di segno opposto il dispositivo di sentenza emesso dal Giudice del lavoro di Pavia, dove, partendo dall’assunto di una più attenta applicazione dell’art. 115 c.p.c., secondo comma, si definisce come a carico dell’Amministrazione sanzionatrice, l’obbligo di dimostrare nei fatti e non astrattamente la maggiore rappresentatività di una sigla sindacale rispetto all’altra nel momento e nel luogo oggetto della vertenza.

A tal proposito giova ricordare che la Legge stabilisca chiaramente come il requisito di maggiore rappresentatività si riferisca, sempre e solamente, alle consistenze organizzative delle diverse sigle e non alla base applicativa di un determinato CCNL.

Ora essendo la contestazione sulle differenze contributive un’azione di tipo ispettivo è a carico dell’Amministrazione vigilante la dimostrazione di fatto e di diritto che in quell’azienda e in quel momento la maggioranza, almeno relativa, dei lavoratori aderisse o conferisse mandato a CGIL-CISL-UIL anziché alla sigla che ha sottoscritto il CCNL applicato in azienda.

Questo perché il CCNL, de quo, prevedeva espressamente il proprio campo di applicazione e la propria validità solo ed esclusivamente a vantaggio di imprese che avessero già aderito alla Associazione datoriale promotrice prima della data di applicazione ai lavoratori del menzionato CCNL.

In conclusione UNICA rilancia la propria speranza che in questa Legislatura la maggioranza parlamentare, finalmente non legata a doppio filo con le solite centrali sindacali, abbia la volontà di metter fine a una vacatio legis che dura dal 1948.

UNICA chiede che la Legge sulla rappresentatività preveda questi punti fissi:

  1. Deleghe annuali senza rinnovo automatico;
  2. Rappresentanza datoriale sempre e solo a fronte di specifica delega;
  3. Rappresentanza dei lavoratori su doppio binario, per la collettiva sulla base delle deleghe complessivamente raccolte dalle diverse sigle, per quella aziendale sul ricorso obbligatorio allo strumento del Referendum dei lavoratori, ex art. 21 della Legge 300/1970;
  4. Accesso per tutte le sigle sindacali purché costituite con atto pubblico e con obbligo di congresso ogni 4 anni, alle previsioni di cui alla Legge 311/1973;
  5. Divieto di vincolare qualsiasi beneficio di Legge all’applicazione di un determinato contratto collettivo di lavoro;
  6. Riorganizzazione del CNEL come momento di sintesi nazionale e Intercategoriale di tutte le realtà associative in ambito sindacale operanti in Italia con una soglia di sbarramento al 4% del dato di rappresentanza per ogni singola categoria;
  7. Individuazione delle categorie di riferimento per il mondo del lavoro affidata al Ministero del lavoro con la collaborazione dell’ISTAT e dell’INPS.

 

 

Regolamento per il Tesseramento 2019

Regolamento per il Tesseramento 2019

Addì sette del mese di gennaio dell’anno duemiladiciannove, in Cassina de’ Pecchi presso la Sede Amministrativa di UNICA, il Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis ed il Tesoriere Maurizio Bonfanti,

visti

  • la delibera del Consiglio Nazionale del 11 novembre 2018,
  • l’articolo 2 dello Statuto di UNICA Federazione Nazionale,

emanano

il presente Regolamento per il Tesseramento 2019 composto da 8 articoli e la presente premessa.

Art. 1 – Campo d’Applicazione

Il presente Regolamento per il Tesseramento 2019 – da adesso in poi, per brevità, il Regolamento – norma le procedure e gli importi che i Soci di UNICA dovranno seguire per saldare la quota associativa per l’anno 2019, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

Il Regolamento decorre dal 1° gennaio 2019 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di un eventuale nuovo Regolamento.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativa con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci alla Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

I – Quota Ordinari – Soci in possesso di partita IVA.
Quota sociale di valore pari ad € 140,00 (Euro Centoquaranta/00);

II – Quota Convenzionati – Soci in possesso di partita IVA che usufruiscono di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ; Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti); Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.
Quota sociale di valore pari al 50% della quota ordinaria che per il 2019 corrisponde ad € 70,00 (Euro Settanta/00);

III – Quota Smart – Soci Convenzionati che aderiscano ad UNICA dalla data del 1° ottobre 2019.
Quota sociale di valore pari al 25% della quota ordinaria che per il 2019 corrisponde ad € 35,00 (Euro Trentacinque/00);

IV – Quota Associazioni di Scopo – Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).
Quota sociale di valore pari al 20% della quota ordinaria che per il 2019 corrisponde ad € 28,00 (Euro Ventotto/00);

V – Quota Ridotta – Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:
Quota sociale di valore pari al 10% della quota ordinaria che per il 2019 corrisponde ad € 14,00 (Euro Quattordici/00);

VI – Quota Associativa Centri Servizi Unica: Quota sociale del valore pari ad € 1.500 maggiorata di un importo pari ad  € 365 per ogni dipendente distaccato presso la struttura.

Art. 4 – Modalità di pagamento Soci Ordinari/Convenzionati/Smart/Associazioni di Scopo.

Invio, a cura dell’Ufficio tesseramento (ufficio_tesseramento@federazioneunica.it ), del MAV per effettuare il pagamento direttamente presso la Struttura di riferimento dei Soci. Al valore della quota di tesseramento di competenza verranno aggiunti € 3.50 (Euro Tre/50) per recupero spese di emissione, spedizione e gestione MAV. La conservazione della matrice del documento stesso costituisce l’unica ricevuta valida come quietanza da parte di UNICA.

Art. 5 – Modalità di pagamento Soci a quota ridotta

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 6 – Modalità di pagamento Soci SMART
Per i Soci che aderiranno dalla data del 1° ottobre 2019:

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 7 – Tessere 2019

La tessera associativa di UNICA per l’anno 2019 indipendentemente dalla tipologia di inquadramento del Socio, vedi art. 3 del presente Regolamento, è costituita dalla ricevuta rilasciata da UNICA Nazionale, in caso di pagamento MAV, o dalla D.Z. in caso di incasso diretto.

Art. 8 – Rimandi

Per tutto quanto non specificato nel presente Regolamento si rimanda allo Statuto di UNICA e, successivamente, ai Regolamenti previsti dallo Statuto stesso.
In caso di persistente difficoltà interpretativa si rimanda al Consiglio Nazionale che emetterà un parere pro veritate.

Cassina de’ Pecchi, 7 gennaio 2019

F.to Il Tesoriere Nazionale                                              F.to Il Presidente Nazionale

Rag. Maurizio Bonfanti                                                      Rag. Gianluigi De Sanctis 

UNICA e CISAL TERZIARIO al terzo posto tra i contratti del commercio.

Dai primi dati resi noti dall’INPS nell’ambito dell’avvio dell’opera di rilevamento del grado di applicazione dei diversi CCNL presenti nel panorama del lavoro dipendente italiano e con un riferimento temporale di 12 mesi sino a giugno 2018, è emerso come il sistema contrattuale di Federazione UNICA sia, nel settore commercio, il terzo per diffusione sull’intero territorio nazionale.

Questo dato vale sia per numero di aziende che lo applicano sia per numero di lavoratori inquadrati con il suddetto CCNL, assumendo, quindi, una valenza non semplicemente numerica ma un oggettivo significato sindacale e organizzativo, anche alla luce del suo grado di applicazione diffuso su tutto il territorio nazionale senza sostanziali differenziazioni.

Federazione UNICA, nel commentare positivamente la notizia INPS, fa rilevare come vengano premiati gli impegni posti in essere dalla nostra Associazione, così come da CISAL Terziario per parte lavoratori e dalle altre organizzazioni datoriali presenti al tavolo, per il diffondersi di una contrattazione di qualità e che sappia “fotografare” i reali bisogni del mondo della piccola e media impresa.

E’ ormai tempo di affermare che il tentativo dei soliti noti di ridurre tutto il mondo della rappresentanza delle imprese e dei lavoratori fuori dalla triplice e da Confindustria-Confcommercio – a semplice dumping contrattuale, è chiaramente sbagliato e non rappresenta la reale situazione del mondo del lavoro in Italia.

Difatti, la vera rappresentazione del mondo del lavoro italiano è contraddistinta da due grandi poli di differenziazione: il divario nord-sud e il rapporto tra grande impresa (oltre i 250 dipendenti) e micro, piccola e media impresa.

Troppo spesso i contratti collettivi promossi e imposti come naturalmente erga omnes sono frutto di una eccessiva semplificazione rispetto ai problemi che abbiamo appena evidenziato; non tengono conto della intrinseca debolezza del tessuto produttivo del Mezzogiorno e del rischi conseguente di spingere le imprese nel mondo del sommerso, così come non considerano che le regolamentazioni e gli adempimenti idonei all’organizzazione interna delle grandi imprese finisco per diventare un insostenibile aggravio per le PMI, che o non applicano le norme, con i noti rischi che questo comporta, o sono costrette a sostenere spese che incidono in maniera esorbitante sul bilancio aziendale.

UNICA, continuerà sempre con maggior impegno la sua ultradecennale battaglia affinché la legislazione e il mondo della contrattazione collettiva capiscano che il nostro è un Paese che, se correttamente indirizzato, può tornare ad essere protagonista nella scena mondiale così come è stato sino all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso.

Roma, 10 dicembre 2018

 

Parliamo la stessa Lingua?

Il 20 Novembre a Delebio (Sondrio), dalle 20:30 alle 22:00, presso l’Oratorio San Giovanni Paolo II, si terrà un incontro gratuito e aperto a tutti “per una scuola ed un territorio che includano e si arricchiscano nelle differenze”.

L’incontro è organizzato da Unica PersoneGruppo Obiettivo Inclusione Scolastica con il sostegno di Genitori in Rete Onlus e con la guida di Cristina Franceschini, Pedagogista, Direttore Corsi di Formazione in Didattica Inclusiva riconosciuti dal Miur per l’Ente Sapere Più e coordinatrice Associazione Unica Persone – GOIS e di Mariangela Petta, Psicologa dello sviluppo e pedagogista clinica.

Verrà trattato il tema della Comunicazione Efficace: “Costruire alleanze educative e Creare una rete di rapporti positivi intorno ai nostri figli ed alunni”.

info@goinclusionescolastica.it

Tel: 02.36526050

Il ruolo delle Parti Sociali nella controriforma del mondo del lavoro: Il DECRETO DIGNITA’.

Intervento di Pier Corrado Cutillo (Segretario Generale di UNICA) al Convegno dei Consulenti del Lavoro di Salerno tenutosi il 28 settembre 2018.

Signore, Signori buongiorno,

oggi siamo qui per provare ad affrontare, in questo convegno, un argomento interessante e complesso allo stesso tempo: il cosiddetto DECRETO DIGNITA’ e, grazie a questo, provare a individuare quelle che potranno essere le linee guida dell’attuale maggioranza di governo per il mondo del lavoro.

I relatori che mi seguiranno nel programma dei lavori affronteranno in maniera diretta il nucleo centrale della Legge di conversione 96/2018: il contratto a tempo determinato, il contratto di somministrazione e la reintroduzione dei vouchers, io, viceversa, ho intenzione di dedicare, i pochi minuti del mio intervento, ad un argomento sì ancillare ma, spero, di un certo interesse per chi – come voi – è un operatore del settore, ovvero il ruolo delle Parti Sociali nella controriforma del mondo del lavoro.

E’ di tutta evidenza, infatti, che alla base dell’azione di governo vi sia una sostanziale sfiducia nel ruolo delle Parti Sociali, sfiducia che nasce, ma non è argomento di nostro interesse quest’oggi, dal mito fondativo alla base del Movimento 5 stelle: l’idea di essere il solo portatore di una catarsi rigenerativa rispetto a tutto il resto della società italiana vista come vecchia, inefficace oltre che,  quasi sempre,  anche corrotta e corruttrice.

A conferma di ciò si pensi al modo in cui è stata gestita la trattativa per l’ILVA di Taranto che ha visto invitare al tavolo delle trattative al Ministero anche i comitati parrocchiali messi così alla pari di CONFINDUSTRIA o della CGIL, o per come si è inteso governare le dinamiche della cosiddetta GIG ECONOMY senza alcun confronto con le Associazioni che rappresentano questa fetta sempre più importante della nostra economia e spingendo uno dei player di questo mercato, FOODORA, ha lasciare il nostro Paese.

Tutto ciò assodato, cosa si evince dal DECRETO DIGNITA’? Si evince, ad esempio, che alla contrattazione collettiva è stata preclusa qualsiasi azione di governo sulle assunzioni con contratto a tempo determinato. Avremo quindi un solo sistema normativo da Belluno a Trapani così come dalla FCA alla salumeria dietro l’angolo…. Insomma il Legislatore ci dice che l’Italia è UNA ED INDIVISIBILE non solo a livello costituzionale ma anche a livello di mondo del lavoro, lascio a voi il giudizio del caso.

Ora, al di là delle facili battute, il problema per chi come Voi è chiamato ad accompagnare le imprese nella gestione dei rapporti di lavoro con i rispettivi dipendenti, è semplice ma drammatico: non sussiste più sincronizzazione tra sistema normativo e sistema contrattuale.

E questo iato è stato volutamente posto in essere senza nessuna fase di confronto con le Associazioni Datoriali e Sindacali che hanno subito questa iniziativa estemporanea del Governo.

Nota di colore è che poi, per l’eterogenesi dei fini, la presunta volontà di controriforma promossa dall’attuale maggioranza nei confronti del JOB ACT ha, di fatto e di diritto, sancito la più grande vittoria di Renzi: il definitivo tramonto della concertazione e del ruolo che le Parti Sociali avevano assunto dal 1993 con il Governo Ciampi.

E questo è solo l’inizio, perchè – a ben vedere – l’aggressione all’autonomia contrattuale delle Parti Sociali con l’annessa erosione delle deleghe – esplicite o implicite – che il Legislatore dava agli attori sociali comporta, de jure, l’annullamento delle prassi portate avanti – come detto – negli ultimi decenni e che avevano visto una progressiva deregolamentazione normativa a cui faceva seguito una politica recettizia delle convenzioni poste in essere dalla contrattazione collettiva.

Ebbene, in questo momento, molte parti di tutto il sistema della contrattazione collettiva, quasi tutta la contrattazione di secondo livello territoriale oltre che del mondo della bilateralità si trovano ad essere contra legem e, quindi, privi di efficacia pur in costanza di vigenza dei rispettivi strumenti.

Ora tutti sappiamo bene che in ogni sistema di diritto esiste la gerarchia delle fonti e conosciamo tutti l’articolo 1 delle PRELEGGI ma, ci si consenta, mai si era assistito ad una riassunzione di competenze così estesa e per nulla concordata.

Cosa succederà al sistema contrattuale in corso di vigenza per tutte quelle parti: tempo determinato, causali dello stesso, durata, contratto di somministrazione che sono ora in contrasto con la previsione di Legge?

Ad esempio, quale sarà l’esigibilità contrattuale di quanto previsto dal CCNL del Terziario Avanzato che, sottoscritto il 26 giugno scorso da UNICA, più altre Associazioni, con CISAL, e con validità dal 1° luglio di quest’anno al 30 giugno del 2021, avrà per la sua intera vigenza le proprie norme che confliggono con la previsione normativa?

Cosa succederà a quanto previsto dall’articolo 53 del citato CCNL dove è normata la certificazione dei contratti a tempo determinato da parte dell’Ente Bilaterale?

Come si gestiranno i calcoli sul numero massimo dei contratti ammissibili? Su quanto fissato dalla Legge ? O su quanto pattuito all’articolo 55, tabella 1 del citato contratto collettivo?

Questi sono i quesiti che ci dobbiamo porre come operatori ma che, purtroppo, si porranno anche gli imprenditori con il rischio che di fronte ad una situazione di incertezza molti preferiscano il semplice soprassedere dall’ipotesi di effettuare una nuova assunzione ….

Ora, ferma restando la sospensiva su come si muoverà la Magistratura, specie dopo la sentenza dell’altro ieri della Corte Costituzionale sull’incostituzionalità delle previsioni dell’articolo 3 del Jobs Act, chi parla crede che prevarrà l’impostazione di salvaguardare il principio dell’inscindibilità dei contenuti contrattuali e quindi l’attuale regolazione continuerà a trovare applicazione sino alla scadenza di ogni singolo CCNL.

Ogni altra ipotesi non va considerata, perché avrebbe effetti a catena con esiti devastanti e distorsivi per il sistema contrattuale e para-contrattuale in essere oggi in Italia, verrebbe meno – di fatto – l’intero sistema che regge la formazione continua, le politiche attive e la gestione condivisa delle obbligazioni di cui al TUSL oltre, come ovvio, l’intera impalcatura della contrattazione nazionale… troppo veramente troppo.

Resta inteso, che – codice civile alla mano e sempre per puro esercizio teorico – questa impostazione non eviterebbe il venir meno dell’applicabilità di tutte le norme pattizie ove un Sindacato decidesse di procedere alla disdetta/recesso unilaterale della contrattazione collettiva in quanto l’attuale sistema normativo presenterebbe condizioni di miglior favore per i dipendenti/assistiti.

In conclusione i prossimi mesi saranno portatori di molta confusione sotto il già agitato cielo del mondo del lavoro italiano.

Avviandomi a concludere, vorrei focalizzarmi per pochi attimi su un aspetto che curiosamente non ha incontrato l’attenzione della maggioranza dei commentatori: la sopravvivenza delle previsioni di cui all’art. 8, secondo comma lettera c, della Legge 148/2011 che ha convertito il Decreto Legge 138/2011.

Stranamente, infatti, il Decreto Dignità ha confermato l’applicabilità della contrattazione di prossimità e, quindi, la facoltà per le Parti Sociali dotate del requisito della rappresentatività comparativa o delle RSA ad esse collegate, di poter derogare alle previsioni di Legge in merito – tra tutte le altre materie – anche ai contratti a termine.

Ecco quindi che potremmo, forse, vedere un ulteriore, imprevisto e curioso effetto del Decreto Dignità, ovvero la migrazione dalla contrattazione collettiva nazionale a quella di prossimità della libera volontà negoziale delle Parti Sociali  che, nella loro autonoma azione, mirano a creare i presupposti per la migliore perequazione possibile tra i diversi interessi in gioco.

Grazie e buon lavoro.

        Pier Corrado Cutillo
(Segretario Generale di UNICA)