“Il FUTURO è la nostra IMPRESA” – Congresso Confederale FENAPI – Salerno 12 e 13 aprile 2018.

Nei giorni del 13 e 14 aprile si è svolto a Salerno il Consiglio Confederale di FENAPI.

Nel corso della due giorni di lavoro si sono tenuti, oltre al citato Consiglio Confederale, anche due convegni di notevole interesse: “finanza pubblica e privata più vicina alle PMI con il supporto dei CONFIDI vigilati” e “infortuni sul lavoro e malattie professionali”.

In questo Consiglio Confederale ordinario, il primo dopo le dimissioni da Direttore di Cateno De Luca, si è proceduto, così come previsto dallo Statuto di FENAPI, all’approvazione del bilancio consuntivo 2017, al reintegro del plenum delle cariche confederali resesi vacanti nel corso dell’anno, oltre a ciò il Consiglio – operando una modifica statutaria – ha previsto l’attivazione del ruolo di Segretario Generale di FENAPI Group al fine di meglio coprire i bisogni di raccordo tra la Presidenza, organo politico, e la struttura amministrativa della Confederazione. Alla carica di Segretario Generale è stato chiamato l’amico e collega Concetto Parisi a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte di noi tutti di UNICA.

Altresì la Confederazione ha deliberato la costituzione di un Centro Studi che possa coadiuvare l’azione di individuazione e di formazione delle nuove leve dirigenti di FENAPI.

Nel corso della relazione di replica il Presidente confederale di FENAPI Group Carmelo Satta ha ricordato le avversità e gli ostacoli che si sono posti sul cammino della nostra Organizzazione nel corso dello scorso anno, ribadendo, tuttavia, la propria più incondizionata convinzione che queste difficoltà, lungi dal fermare lo sviluppo di FENAPI, ne rafforzeranno la fibra ed il grado di coesione interna, rendendoci – di fatto – più forti di prima.

Durante i lavori del Consiglio Confederale è intervenuto, con grande emozione di tutti i partecipanti, l’amico Cateno De Luca che, nel corso del suo intervento, ha tracciato una rapida sintesi delle note vicende giudiziarie che lo hanno visto – insieme ad altri dirigenti FENAPI – coinvolto negli scorsi mesi e che ora si sono, tutte, positivamente concluse. De Luca ha poi riconfermato la propria scelta dell’impegno politico per e nella sua terra, rappresentato dal suo essere Parlamentare regionale e dalla sua volontà di concorrere alle prossime elezioni per il municipio di Messina.

UNICA, al suo primo Consiglio Confederale successivo alla conclusione del processo di integrazione con la FENAPI, è stata rappresentata da una folta e valida delegazione composta dal Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis che ha anche portato il nostro saluto al’Assemblea, dal Presidente del Consiglio Nazionale Stefano Diquattro, dall’Amministratore del Centro Servizi Nazionale UNICA Daniela Casabianca e da molteplici delegati territoriali e categoriali accompagnati dal Segretario Generale Pier Corrado Cutillo.

A margine dei lavori confederali, UNICA ha svolto un proprio Consiglio Nazionale e ha deliberato tutta una serie di iniziative organizzative e di proselitismo che si svilupperanno nel corso dei prossimi mesi.

UNICA e FENAPI, da oggi fianco a fianco.

Un anno fa (26 gennaio 2017 alle 02:26 del mattino) firmavamo l’accordo di adesione di UNICA a FENAPI negli uffici della vecchia sede Fenapi.

Oggi, a completamento del piano di adesione definito 12 mesi fa, stiamo ultimando lo spostamento dei nostri uffici da Via Conegliano 18, al nuovo Quartier Generale della FENAPI sito in Roma – Corso d’Italia n° 39. 

Come noto UNICA dalla sua costituzione (2007) ha aderito alla CIDEC con cui ha vissuto nove lunghi anni di successi comuni. Questo rapporto si è poi sciolto (con decorrenza 29 gennaio 2017 come adesione politica ed il 30 giugno 2017 per le coperture di Legge) per la reciproca constatazione dei differenti e non più conciliabili obiettivi che guidavano le azioni di CIDEC e di UNICA.

UNICA ha scelto come partner la Confederazione FENAPI al fine di proseguire nella strada intrapresa in questi ultimi anni vale a dire costituire una rete di Centri Servizi per le imprese associate che consenta la fase di crescita e consolidamento della Federazione e del suo sistema sindacale.

Grazie alla nostra adesione a questa Confederazione, i servizi che potremo offrire alle imprese associate ed ai i loro dipendenti si arricchiscono ulteriormente.

A questa rete di servizi si aggiunge e si integra completandola la nostra rete sindacale e para contrattuale composta da sette contratti collettivi (Commercio, Servizi, Terziario, Vigilanza, Turismo, Case di Cura, Logistica e Trasporti) , un ente bilaterale (ENBIC), una cassa mutua per i lavoratori inquadrati dai nostri CCNL (con MBA), la convenzione per la formazione finanziata (Conto di Rete Focus) e – ultimo arrivato – l’OPN e la sua rete di OPT (ENBIC SICUREZZA), per seguire sempre più efficacemente i nostri associati nelle questioni inerenti la sicurezza e quanto specificatamente disposto dal D. Lgs. n.81/2008.

UNICA però ha dovuto anche provvedere alla chiusura di alcuni Centri Servizi che si erano dimostrati incapaci di seguire le linee guida dell’associazione e che non erano stati in grado di integrare ai servizi tradizionalmente offerti le nuove opzioni associative che UNICA ha attivato in questo biennio.

Le imprese associate a UNICA che si appoggiavano ai CSU terminati in sede di ristrutturazione della rete, potranno appoggiarsi al CSN il quale sarà in grado di offrire nuove modalità di erogazione dei servizi tradizionali e sempre nuove opzioni per quelli innovativi.

Buon lavoro a tutti con UNICA 2.0.

Regolamento per il Tesseramento 2018

Regolamento per il Tesseramento 2018

Addì otto del mese di gennaio dell’anno duemiladiciotto, in Cassina de’ Pecchi presso la Sede Amministrativa di UNICA, il Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis ed il Tesoriere Maurizio Bonfanti,

visti

  • la delibera del Consiglio Nazionale del 12 dicembre 2017,
  • l’articolo 2 dello Statuto di UNICA Federazione Nazionale,

emanano

il presente Regolamento per il Tesseramento 2018 composto da 8 articoli e la presente premessa.

Art. 1 – Campo d’Applicazione

Il presente Regolamento per il Tesseramento 2018 – da adesso in poi, per brevità, il Regolamento – norma le procedure e gli importi che i Soci di UNICA dovranno seguire per saldare la quota associativa per l’anno 2018, come da previsione statutaria.

Art. 2 – Decorrenza e durata

Il Regolamento decorre dal 1° gennaio 2018 e cesserà di avere valore alla data di entrata in vigore di un eventuale nuovo Regolamento.

Art. 3 – Tipologia di Soci

Ferma restando l’unicità del vincolo associativa con UNICA e la parità dei diritti e dei doveri di tutti i Soci alla Federazione, le quote associative sono suddivise, per equità e sulla base della capacità di spesa, in cinque categorie:

I – Quota Ordinari – Soci in possesso di partita IVA.
Quota sociale di valore pari ad € 140,00 (Euro Centoquaranta/00);

II – Quota Convenzionati – Soci in possesso di partita IVA che usufruiscono di servizi a valore aggiunto o di assistenza sindacale da parte di CSU o DZ; Soci aderenti ad Associazioni di Categoria promosse da UNICA (es. Unica Trasporti); Dirigenti di UNICA associati a titolo personale.
Quota sociale di valore pari al 50% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 70,00 (Euro Settanta/00);

III – Quota Smart – Soci Convenzionati che aderiscano ad UNICA dalla data del 1° ottobre 2018.
Quota sociale di valore pari al 25% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 35,00 (Euro Trentacinque/00);

IV – Quota Associazioni di Scopo – Soci che aderiscono alle Associazioni di Scopo promosse da UNICA (es. Unica Formazione – Unica Persone).
Quota sociale di valore pari al 20% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 28,00 (Euro Ventotto/00);

V – Quota Ridotta – Soci non in possesso di partita IVA; Associazioni; Enti non commerciali; Condomini; Imprese che aderiscano ad UNICA solo per avere accesso ad una singola prestazione di assistenza sindacale riservata ai Soci:
Quota sociale di valore pari al 10% della quota ordinaria che per il 2018 corrisponde ad € 14,00 (Euro Quattordici/00);

Art. 4 – Modalità di pagamento Soci Ordinari/Convenzionati/Smart/Associazioni di Scopo.

Invio, a cura dell’Ufficio tesseramento (ufficio_tesseramento@federazioneunica.it ), del MAV per effettuare il pagamento direttamente presso la Struttura di riferimento dei Soci. Al valore della quota di tesseramento di competenza verranno aggiunti € 3.50 (Euro Tre/50) per recupero spese di emissione, spedizione e gestione MAV. La conservazione della matrice del documento stesso costituisce l’unica ricevuta valida come quietanza da parte di UNICA.

Art. 5 – Modalità di pagamento Soci a quota ridotta

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 6 – Modalità di pagamento Soci SMART
Per i Soci che aderiranno dalla data del 1° ottobre 2018:

Raccolta da parte del Delegato responsabile della D.Z. di competenza del socio, delle quote di tesseramento e successivo loro trasferimento (a mezzo bonifico o SDD, secondo le istruzioni che verranno emanate dal Tesoriere nel corso dell’anno) alla Federazione Nazionale. Ai Soci viene rilasciata ricevuta/quietanza direttamente dalla D.Z. competente.

Art. 7 – Tessere 2018

La tessera associativa di UNICA per l’anno 2018 indipendentemente dalla tipologia di inquadramento del Socio, vedi art. 3 del presente Regolamento, è costituita dalla ricevuta rilasciata da UNICA Nazionale, in caso di pagamento MAV, o dalla D.Z. in caso di incasso diretto.

Art. 8 – Rimandi

Per tutto quanto non specificato nel presente Regolamento si rimanda allo Statuto di UNICA e, successivamente, ai Regolamenti previsti dallo Statuto stesso.
In caso di persistente difficoltà interpretativa si rimanda al Consiglio Nazionale che emetterà un parere pro veritate.

Cassina de’ Pecchi, 8 gennaio 2018

 

F.to Il Tesoriere Nazionale                                              F.to Il Presidente Nazionale

Rag. Maurizio Bonfanti                                                      Rag. Gianluigi De Sanctis 

Buon Natale e Felice 2018

Desidero augurare un felicissimo Natale a tutti gli iscritti ad UNICA – Unione Nazionale Italiana delle Micro & Piccole Imprese del Commercio, dei Servizi e dell’Artigianato.

Vi auguro che sia un giorno di serenità e di gioia e che possiate trascorrerlo con i vostri cari.

Ci attendono sfide importanti che sappiamo di poter vincere. Lo sapremo fare mettendo in campo il nostro modo di essere e di operare, quel fattore che da sempre ci distingue rispetto alle altre Associazioni. UNICA continuerà ad essere, come sempre, un valido sostegno per le imprese associate.

Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo costruito in questi 10 anni di duro lavoro e continuare ad impegnarci ogni giorno guardando con fiducia al futuro della nostra Associazione.

Tanti cari auguri di Buon Natale e di un radioso 2018.

Il Presidente Nazionale 
Gianluigi De Sanctis

Ciao Silvia

Federazione UNICA piange la scomparsa di Silvia Fabbrini responsabile del Centro Servizi UNICA-FENAPI di Firenze. La Signora Fabbrini è venuta a mancare all’affetto dei Suoi cari dopo lunga malattia giovedì 14 dicembre a Firenze.

Nell’autunno 2007 la Signora Fabbrini è stata tra i Soci fondatori di UNICA, nel corso della sua vita lavorativa nella Federazione si è sempre dedicata al Centro Servizi UNICA di Firenze  del quale – per oltre un quinquennio – aveva assunto la direzione operativa.

Pur essendosi diffusa la notizia del improvviso aggravamento delle Sue condizioni di salute e dell’inevitabilità dell’esito finale durante i lavori del Consiglio Nazionale, a cui partecipava anche il figlio, tutti i Dirigenti di Federazione UNICA rinnovano, attraverso questo comunicato, le proprie condoglianze al figlio della Scomparsa, il Consigliere nazionale Daniele Tarchi.

Seminario – Il Controllo di Gestione per le Piccole e Medie Imprese

Mercoledì 13 dicembre 2017 – dalle 10,00 alle 13,00, nella sede di UNICA Lombardia sita in Milano, Via dei Piatti n°2 si terrà un Seminario formativo (Gratuito ad Inviti) sul Controllo di Gestione per le Picolle e Medie Imprese.

Il controllo di gestione crea e distribuisce informazioni, identificando in termini quantitativi e qualitativi obiettivi e risultati, tradotti spesso in indicatori sintetici ed è utilizzato per:

– determinare i costi di produzione;
– determinare il corretto prezzo di vendita di un bene/servizio;
– monitorare le perfomances di specifici reparti o settori aziendali
– verificare gli obiettivi raffrontando budget/andamento dell’attività;
– costruire il sistema di valutazione produttività/costo del personale;
– costruire il sistema di valutazione delle scelte da intraprendere.

Nel corso del semminario verranno affrontati i seguenti argomenti:

* la Break Even Analisys; concetti e utilizzo;
* Determinazione del punto di pareggio per famiglia di prodotto;
* Dagli indicatori economici alle leve operative;
* Il budget: definizioni e utilità;
* L’analisi delle cause degli scostamenti;
* Analisi e discussione su casi pratici.

RELATORI

Daniele Tarchi – Partner Professioni Associate s.r.l.
con ventennale esperienza nella consulenza direzionale; formatore presso CCIAA, Istituti di credito, Aziende private e pubbliche.

Francesco Caiani – Partner Professioni Associate s.r.l.
con ventennale esperienza nella consulenza direzionale; formatore presso CCIAA, Istituti di credito, Aziende private e pubbliche. Autore di pubblicazioni in ambito di controllo di gestione.

Accesso al Credito – Le preoccupazioni della Federazione UNICA a margine del primo congresso di UNICA-TRASPORTI.

Il Presidente Nazionale di UNICA, Gianluigi De Sanctis, a margine del Congresso Fondativo di UNICA TRASPORTI, tenutosi a Salerno lunedì 27 novembre, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “il sistema creditizio italiano sperimenterà certamente una fase di progressivo rallentamento nella politica creditizia sia per smaltire lo stock degli NPL in pancia agli istituti sia per l’esigenza di definire, in termini conclusivi, le vicende MPS, banche venete e CARIGE. In merito alla politica monetaria che sarà attuata dal nostro paese, molto deriva da quale sarà l’esito delle trattative per la nuova grosse koalition, se l’esito sarà positivo, allora la presenza del SPD rallenterà l’ossessione monetarista dell’attuale politica della cancelliera Merkel, altrimenti sia in caso di maggioranza “giamaica” o di monocolore di minoranza CDU/CSU allora per la ripresa nei paesi del sud Europa sarà dura. Le prime avvisaglie sono riscontrabili già nelle richieste di manovra correttiva per la prossima primavera.”

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=EpSsYwBOi2w[/embedyt]

Congresso Fondativo di UNICA-Trasporti. Paolo Ioele eletto Presidente dell’Associazione di Categoria.

Nel pomeriggio del 27 novembre 2017 si è celebrato a Salerno il 1° Congresso Nazionale di Fondazione di UNICA-Trasporti.

Nel corso dei lavori – che hanno visto l’elezione a Presidente dell’Associazione di categoria di Paolo Ioele – sono intervenuti il Presidente Nazionale di Federazione UNICA Gianluigi De Sanctis e il Presidente del Consiglio Nazionale Stefano Diquattro.

I Lavori sono stati presieduti dal Segretario Generale di Federazione UNICA Pier Corrado Cutillo.

Di seguito si pubblica il testo dell’intervento del Presidente Nazionale.

Intervento di saluto del Presidente Nazionale di UNICA

Gianluigi De Sanctis

 

Ringrazio l’amico Mario Gioia, Presidente Regionale Campania di UNICA, nonché valente dirigente e Consigliere Nazionale per avermi introdotto.

Vorrei, altresì, ringraziare gli amici Alessandro D’amico, Gennaro Esposito e Giovanni Cammarota per il loro impegno che ha reso possibile questa bellissima giornata, e ringrazio, ultimi ma non meno importanti, tutti voi, carissime amiche ed amici, per la presenza al congresso fondativo di UNICA Trasporti, l’Associazione di categoria di UNICA che oggi prenderà ufficialmente corpo, ma i cui dirigenti, che tutti voglio unire nel mio affettuoso saluto, hanno già iniziato ad operare fattivamente dando un contributo alla sigla del contratto dei trasporti o meglio “dei Servizi Ausiliari” che UNICA ha firmato con CISAL e CISAL Terziario.

Il tema della logistica, ed in particolar modo della logistica dell’ultimo miglio è un tema che sta coinvolgendo sempre più imprese rispetto al passato e rispetto alla tradizionale organizzazione delle catene distributive nel nostro Paese.

Tutte le imprese che realizzano prodotti destinati ai consumatori finali sono potenzialmente interessate alla logistica dell’ultimo miglio, se decidono di bypassare il canale tradizionale e vendere direttamente al cliente finale tramite commercio elettronico.

Ecco perché UNICA, che vuole rappresentare il mondo della piccola e media impresa crede in Voi e nel settore che rappresentate: Internet e la rivoluzione degli stili di vita renderanno il settore dell’ultimo miglio un’area strategica per il nostro Paese.

Non sfugge a chi vi parla come anche su questo settore come sistema partiamo in posizione di retroguardia rispetto ai nostri partners/competitors europei.

La tradizionale frammentazione del tessuto produttivo italiano unito al ritardo con cui l’on line si è imposto in Italia ci pongono certamente non in posizione di leadership in Europa.

Ecco perché, come UNICA ma – credo – ancor più come UNICA Trasporti, dobbiamo operare per facilitare la crescita di una rete di imprese che siano non solo sane e competitive sul mercato della distribuzione finale ma che, possano avviare un percorso di sviluppo e know how che ci metta in grado di caratterizzarci ed evitare una completa “colonizzazione” come – per capirci – è avvenuto nei servizi postali dove tutti i players sono espressione di conglomerate straniere.

Noi come UNICA nel suo insieme e anche a nome mio personale come Presidente Nazionale, vogliamo esserci e vogliamo stare al vostro fianco.

Non nascondo a tal proposito la stima che nutro nei confronti del vostro Commissario e, credo, prossimo Presidente Nazionale Paolo Ioele, è con uomini così che potremo non solo vincere questa scommessa ma porci sempre nuovi e più articolati obiettivi di crescita come Associazione.

Se come detto prima, il Congresso vorrà scegliere Paolo come suo rappresentante, allora i prossimi mesi ci vedranno impegnati in tre distinti aree di lavoro:

  • La prima, è la crescita numerica ed il rafforzamento del radicamento territoriale di UNICA Trasporti, qui tutti noi ci aspettiamo da Paolo e, se ho ben capito, da Giovanni un impegno forte e aggressivo;
  • La seconda, è il completo dispiegamento dello strumento CCNL, dobbiamo farlo applicare ma – ancor di più – dobbiamo mirare ad “impossessarcene” al fine di ottenerne il massimo per i nostri Associati. Chi vi parla crede che una delle chiavi del successo sia quella di rappresentarci rispetto alle imprese del settore come la sola ed unica realtà categoriale in grado di rappresentare e gestire i bisogni dell’ultimo miglio;
  • La terza ed ultima, i servizi alle imprese associate, come noto a tutti voi, la nostra Federazione ha, da sempre, posto la massima attenzione all’offerta dei servizi per le imprese associate. Qui giochiamo una grande partita il cui successo è il frutto di un mix equilibrato di convenienza per le imprese associate, qualità professionale degli operatori presenti nella rete di UNICA e, non meno importante, riconoscimento del contributo che i professionisti stanno dando alla nostra crescita. Su questo aspetto auspico che si possa arrivare, a cavallo della primavera, a una prima carta servizi per le imprese aderenti ad UNICA Trasporti.

Prima di avviarmi alla conclusione di questo mio intervento di saluto, credo doveroso per il ruolo da me ricoperto di responsabile politico di UNICA, illustrare – per sintesi – cosa è UNICA e cosa possiamo offrirVi in forma diretta o indiretta mediante la nostra Confederazione che è la FENAPI.

Bene, UNICA è una Federazione di piccole e medie imprese che da oltre dieci anni opera su tutto il territorio nazionale (seppur con alcune aree dove è meno radicata) a tutela e supporto delle imprese associate.

Per fare ciò ci siamo strutturati su due linee di azione per quanto attiene alle attività di diretta emanazione:

  • la prima, quella associativa, vede UNICA e le sue strutture di categoria – quali la vostra – siglare sette contratti collettivi, gestire un Ente Bilaterale l’ENBIC che è il terzo per grandezza del terziario dopo gli inarrivabili Confcommercio e Confesercenti, operare mediante un Organismo Paritetico Nazionale in ambito di Sicurezza, offrire alle imprese associate, grazie a specifici accordi per l’erogazione della formazione finanziata, l’accesso a tutto l’universo della formazione sia obbligatoria sia volontaria e molto altro ancora, ma lascio agli altri relatori il compito di entrare nel dettaglio.
  • La seconda, quella dei servizi, tesa come detto sopra a offrire prodotti e professionalità ai Soci tali da aumentare il grado di fidelizzazione degli stessi oltre – come ovvio – a fornire risorse sia al centro nazionale sia agli operatori del territorio che ne sono direttamente coinvolti, mediante lo strumento dei CSU i Centri Servizi di UNICA.

Sempre attraverso la rete dei Centri Servizi di UNICA, di cui oggi abbiamo aperto l’ennesimo proprio in provincia di Salerno, veicoliamo ai nostri associati (che sono le imprese) e, per il tramite di UNICA Persone anche alle persone fisiche (siano essi familiari dei Soci o dipendenti delle imprese stesse) siamo, altresì, in grado di offrire i servizi indiretti ovvero quelli attivati dalla nostra Confederazione.

Mi sto riferendo al Patronato, al CAF Imprese, al Caf Lavoratori e Pensionati, al CAA, al CAT e ad altro ancora su cui credo altri interverranno con esaustività.

Non voglio assolutamente rubare ulteriore tempo ai lavori e a voi tutti cari amici che di questa bellissima giornata siete i soli e veri protagonisti e quindi lascio la parola al Commissario e candidato Presidente Nazionale Paolo Ioele.

Gianluigi De Sanctis
(Presidente Nazionale di UNICA)

 

Welfare aziendale. Convegno di studio ed aggiornamento professionale.

Ieri mattina, (27/11/2017) in Salerno, presso l’Hotel Mediterranea, si è svolto l’ultimo incontro per il 2017 promosso da UNICA Formazione in collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Salerno.
Argomento del convegno di studio ed aggiornamento professionale era il welfare aziendale.

Sono intervenuti per UNICA Pier Corrado Cutillo, Segretario generale di Federazione UNICA, e Alessandro D’Amico, Presidente di UNICA Formazione.

Di seguito si pubblica il testo dell’intervento del dott. Cutillo.

WELFARE e Contrattazione Integrativa Aziendale

Pier Corrado Cutillo

L’argomento che intendo portare alla vostra cortese attenzione è la gestione dei benefici di natura non monetaria offerti dalle imprese a integrazione del salario dei propri dipendenti in forza della contrattazione di secondo livello.

Mi concentrerò, quindi, sono nel definire gli ambiti e le convenienze generali connessi con l’attivazione di tutte quelle politiche contrattuali che sono, nel loro insieme, definite come Piani di Welfare Aziendale o, in sigla, PWA.

Questi benefit nati al fine di aumentare la fidelizzazione dei lavoratori per quelle posizioni professionali che maggiormente “sentono” le offerte del mercato, sono diventati negli ultimi anni un concreto strumento di sostegno al reddito. La chiave per il loro successo è una sola: il carico fiscale.

Ora, mentre la politica tarda nel dare nuovo impulso a tali politiche con l’approvazione di un testo organico di ciò che si può fare e di ciò che non si può fare, sempre più spesso il tema del welfare entra nella contrattazione collettiva e aziendale  con l’obiettivo di legittimare e strutturare questi strumenti, superando ed innovando rispetto ai contorni fissati dal Parlamento in una semplice logica di tassazione.

Nella tradizione contrattuale italiana il welfare contrattuale ha costituito una politica esplicitamente tesa a fidelizzare i dipendenti. Non è una sfida da poco stravolgere questo paradigma, ovvero portare alla diffusione di un nuovo welfare come naturale integrazione del salario da intendersi come applicabile alla totalità dei dipendenti, inclusi quelli con contratti atipici.

Tale sfida riconosce alla contrattazione, in particolare a quella di secondo livello sia essa aziendale o territoriale o di settore, un ruolo di considerevole importanza: solo a questo livello è possibile, infatti, il graduale superamento delle stratificate dinamiche ancora oggi presenti in molte imprese e l’instaurazione di un dialogo costruttivo fra imprese e sindacati circa le esigenze produttive e i bisogni dei lavoratori.

Le ultime vicende che hanno investito il sistema italiano delle relazioni industriali hanno riportato alla ribalta il ruolo e l’importanza che le parti sociali rivestono in relazione alle prospettive di sviluppo economico e coesione sociale. Tale ruolo si è concretizzato in tre distinte, ma coordinate, tendenze:

  • La prima tendenza vede il rapporto tra le Parti Sociali connotato da un’impronta fortemente difensiva, vista la recente recessione, quindi da una contrattazione caratterizzata da un sostanziale congelamento delle dinamiche salariali, da un maggior ricorso ai contratti atipici, da un uso molto flessibile dell’orario, dalla deregolamentazione dell’organizzazione del lavoro e dal sotto inquadramento dei neoassunti e delle categorie svantaggiate.
  • La seconda tendenza è stata quella del decentramento contrattuale. Quasi ovunque si sono ampliate le prerogative della contrattazione aziendale rispetto a quella settoriale e/o di quella settoriale rispetto a quella interconfederale, in alcuni casi con anche la possibilità di prevedere deroghe non tanto rispetto ai contratti di livello superiore, ma addirittura rispetto alla legge.
  • La terza tendenza è quella relativa all’ampliamento degli spazi della negoziazione individuale partendo dall’assunto secondo il quale la transizione verso un’economia della conoscenza tende a valorizzare il capitale umano e con esso la sua capacità negoziale. Si pensi alla diffusione del lavoro atipico e indipendente, alle deroghe ad personam, alla ricerca del coinvolgimento individuale nell’organizzazione del lavoro, alla certificazione della natura del rapporto di lavoro.

È in questo scenario complesso e coordinato come già detto, ma non necessariamente coerente, che, alla luce della ripresa, si inserisce il nostro tentativo come Parti Sociali di compensare la progressiva perdita di potere d’acquisto dei salari, la stretta sul welfare indotta dalle politiche di rientro delle Amministrazioni pubbliche e la nascita di nuovi bisogni all’interno della società, mediante la negoziazione creativa di un variegato sistema di  nuove e vecchie prestazioni.

Prestazioni che, per determinate aree, possono accompagnare il lavoratore ben oltre il suo periodo lavorativo, estendendosi il loro godimento sia alla fase BEFORE WORKING AGE (si pensi agli asili nido per i figli o al doposcuola) sia alla fase POST WORKING AGE (con ausili e provvidenze per la terza età). Tutto ciò, è ovvio, aumenta il grado di fidelizzazione dei propri dipendenti ripagando sul medio-lungo periodo l’investimento dell’azienda molto più di qualsiasi intervento tradizionale di gratificazione monetaria.

La Contrattazione Integrativa Aziendale gode di importanti potenzialità se applicata al welfare, infatti è il livello negoziale che meglio si presta per affrontare tali tematiche in modo mirato e ragionato. Ovviamente, tale potenzialità risulta – per il taglio medio piccolo delle imprese – traslata al livello territoriale o di comparto, vista l’impossibilità di economie di scala all’interno di numeri esigui.

Su questo punto, è utile dirlo con chiarezza, gli enti bilaterali rappresentano una naturale camera di compensazione tra le istanze che provengono dal territorio e/o dall’interno di determinati settori produttivi e i soggetti preposti alla negoziazione aziendale e/o territoriale.

Chi vi parla ipotizza che il welfare aziendale, inteso come applicazione delle previsioni di cui al Decreto Interministeriale del 25 marzo 2016 – possa arrivare a fungere da “catalizzatore” della contrattazione decentrata e quindi quale terreno di sperimentazione di quel “decentramento contrattuale” che tanto è stato predicato ma che poi allo stato dei fatti è sempre stato schiacciato dal sistema di contrattazione collettiva, vista la tipica conformazione del tessuto produttivo italiano che assegna la maggioranza numerica degli addetti all’insieme delle PMI.

Eppure, senza voler sminuire l’impatto di questa situazione di fatto, è mio personale convincimento che il welfare aziendale sia, strutturalmente, in grado di adattarsi ad una grande varietà di situazioni aziendali diverse. Si pensi, solo a titolo di esempio, come un giusto mix di azioni rivolte a tutti i lavoratori, le cosiddette FIXED BENEFIT e di azioni dedicate a specifiche categorie, le FLEXIBLE BENEFIT possano consentire ad un accordo di Welfare aziendale di “colpire” in modo prossimo all’ottimale tutte le categorie dei lavoratori.

Sempre in favore di un maggior decentramento sono le iniziative di più recente sperimentazione da parte delle Parti Sociali, quale quella prevista dal nostro sistema contrattuale di predefinire a livello di CCNL gli elementi e gli importi di welfare aziendale che la contrattazione di secondo livello potrà attivare.

Questo approccio mira a rendere più semplice e fruibile da una platea maggiore di aziende la definizione di Contratti Integrativi Aziendali con una chiara e diretta connessione tra welfare e contrattazione di produttività.

Ovvero, la redistribuzione ai dipendenti, tramite accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali, degli «incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione efficienza organizzativa», a cui la legge ricollega agevolazioni fiscali e contributive, potrebbe virtuosamente incrociarsi con la destinazione di parte di detti incrementi al welfare aziendale con i noti vantaggi fiscali di cui abbiamo già detto.

Nel promuovere il livello della contrattazione aziendale per una più efficace risoluzione delle criticità del welfare, non bisogna trascurare il ruolo del Sindacato a livello di singola impresa, aspetto questo che può influire in maniera importante sulla effettiva accettazione di questi nuovi strumenti da parte dei lavoratori e, come giusto, a condizionare l’azienda nella scelta degli strumenti da considerare a livello di welfare.

È dunque possibile affermare, in estrema sintesi, che il sindacato ha assunto un ruolo non trascurabile nella gestione delle opzioni di Welfare aziendale. Un ruolo che risulta strategico per le imprese che voglio rendere il loro investimento in welfare aziendale il più incentivante possibile per la produttività dei dipendenti.

Si pensi, a tal proposito, a quanto determinato dalla possibilità del lavoratore di optare, in sostituzione del welfare, per la richiesta del pagamento in denaro. Se non vi fosse un’azione di promozione di questo strumento da parte del Sindacato il rischio di veder perso l’investimento di risorse e tempo per la ricerca da parte dei dipendenti di ulteriori risorse economiche sarebbe molto più che realistico.

Ecco quindi il perché come UNICA e come CISAL crediamo in piani di welfare concordati con accordi-quadro che poi possano essere adattati alle singole specifiche esigenze e realtà.

Solo una sinergia Azienda – Sindacato può garantire il raggiungimento di specifiche condizioni che sono preliminari al successo dell’operazione, quali:

  • La convinzione e la visione, dell’azienda e dei lavoratori di costruire un percorso sul medio periodo di sviluppo del capitale umano;
  • La scelta tra le diverse opzioni di welfare, mirante a far sentire tutti i lavoratori come il centro di interesse di tutto il progetto, grazie ad un’attenta analisi dei bisogni e della loro rappresentazione percentuale sull’intero corpo dei dipendenti;
  • La facilità di accesso ai servizi, mirante a rendere l’utilizzo delle offerte welfare semplici e dirette per tutti i lavoratori anche quelli con minori competenze culturali o informatiche o, nel caso di dipendenti stranieri, linguistiche;
  • La flessibilità, ovvero l’essere in grado di adattarsi al cambiamento – in corso di vigenza – di alcune specificità della forza lavoro o delle esigenze dell’impresa;
  • La comunicazione, ovvero la capacità di trasferire la scelta di attivare il welfare aziendale a tutti i dipendenti già in forza nell’azienda sia, aspetto ancora più importante, a quelli che entrano in azienda dopo l’entrata in vigore dell’accordo di welfare.

Purtroppo, non è unanime il giudizio delle sigle sindacali su questo approccio allo strumento “welfare aziendale”. Alcune sigle, a seguito di una visione ideologica delle relazioni industriali, criticano il welfare aziendale considerandolo solo uno scambio a buon mercato, ma poco remunerativo, nonché poco conveniente, per i lavoratori.

Altre, invece, si mostrano più propense ad accettare moderazioni salariali, avanzate dall’azienda, in cambio di politiche di gestione delle risorse umane che sostengano il benessere organizzativo ed extra-lavorativo dei lavoratori, ovvero il miglioramento complessivo dell’ambiente di lavoro.

La conseguenza pratica di questa situazione è che l’impresa e i professionisti che la seguono, nell’optare per un approccio di tipo negoziale, piuttosto che unilaterale, per l’attivazione del welfare aziendale, devono tenere inevitabilmente in conto che non tutti gli interlocutori sono intercambiabili in questa situazione.

Qui non si tratta di inneggiare alla cogestione, ovvero ad un’azione di stampo cooperativo/partecipativo, ma bisogna rimarcare come vi debba essere, da parte delle Parti Sociali, una oggettiva sensibilità per essere parte attiva di una contrattazione di secondo livello che abbia le modalità e le finalità compatibili con lo sviluppo di politiche di welfare aziendale.

Oggi, fortunatamente, risultano sempre più numerosi i casi di aziende che su basi negoziali di secondo livello intraprendono azioni in tema di welfare aziendale che vanno ad affiancarsi e/o a “potenziare” le previsioni del CCNL in tema di welfare.

Questo è molto positivo perché i due piani di negoziazione: l’aziendale e il collettivo hanno specificità che concorrono a migliorare la performace complessiva di questo strumento, basti pensare come:

  • Da un lato, a livello decentrato, vengono adottate misure di welfare aziendale e di conciliazione vita/lavoro, talvolta anche molto originali e innovative.
  • Dall’altro, in sede di contrattazione collettiva si definiscono modelli di azione ed intervento generalisti e quindi in grado di trovare applicazione anche in realtà produttive non ancora mature per intraprendere una autonoma evoluzione contrattuale.

Recenti indagini statistiche hanno rilevato che i primi 10 strumenti di welfare contrattuale in Italia sono:

  1. Sostegno alla mobilità, con il 64% di presenza;
  2. Piani assicurativi per i lavoratori e i familiari, con il 53%;
  3. Sostegno economico per le contingenze negative, con il 46%
  4. Previdenza integrativa, con il 40%;
  5. Salute per il lavoratore e/o i familiari, con il 38%;
  6. Sicurezza e prevenzione incidenti, con il 38%;
  7. Pari opportunità e tutela della genitorialità, con il 18%;
  8. Welfare allargato, con il 15%;
  9. Integrazione sociale ed azioni positive, con il 14%
  • Ultimo, ed è un peccato vista la sua valenza strategica, la conciliazione vita e lavoro con il 5% di presenza.

Proprio perché ancora poco valorizzata negli accordi di Welfare Aziendale, la conciliazione vita/lavoro merita alcuni cenni esplicativi.

Di tutte le aree di intervento del welfare è quella che ha la maggiore ricaduta sul tessuto sociale, grazie agli attori coinvolti che sono, oltre ai lavoratori come ovvio, anche le loro famiglie.

Inoltre, per la sua natura policentrica è anche il settore dove maggiore è la possibilità di adattare gli interventi ai reali bisogni dei lavoratori, si pensi solo a come siano flessibili strumenti quali:

  1. La banca oraria;
  2. La Flessibilità oraria, il cosiddetto orario scorrevole;
  3. Il Telelavoro in fase di rientro dalla maternità/paternità o in caso di specifiche esigenze delle famiglie, magari in collegamento con quanto previsto dalla Legge 104;
  4. O, in conclusione, il Lavoro ripartito.

Questo breve elenco, per nulla esaustivo, era solo inteso a provare a rappresentarvi come una politica “coraggiosa” e proattiva di welfare possa evitare di perdere risorse che altrimenti uscirebbero dal ciclo produttivo a causa dei carichi familiari o – più semplicemente – di ridurre l’assenteismo e la collegata morbillità che sono, come noto! La risposta automatica dei lavoratori in mancanza di welfare per i problemi familiari.

Ecco quindi che l’azienda, consapevole delle positive ricadute della contrattazione aziendale in ambito di WELFARE, ha a propria disposizione due distinte ma coordinate opzioni: applicare le previsioni generaliste del proprio CCNL o aprire un confronto con il sindacato aziendale per la definizione di autonome scelte contrattuali in ambito di welfare aziendale, da attuarsi mediante l’accesso diretto a uno dei molteplici provider di convenzioni per i diversi pacchetti di welfare.

È innegabilmente a livello aziendale che si può meglio verificare l’utilità delle iniziative messe in atto, sia sul piano del miglioramento del clima in ambito lavorativo, della fidelizzazione, del senso di appartenenza dei dipendenti, dell’attrattività dell’azienda con welfare per i lavoratori detentori di alte o rare professionalità e dei risultati positivi sia per l’azienda (minor assenteismo, qualità della produzione, ecc.) che per i lavoratori (risparmi dei tempi e delle spese personali e familiari, miglior conciliazione vita-lavoro, miglior rapporto fra quanto erogato dall’azienda e quanto percepito, ecc.).

Avviandomi a concludere desidero utilizzare gli ultimi minuti della vostra attenzione su un elemento estremamente qualificante del welfare aziendale: la diversa rappresentazione che dà e si dà l’impresa che attua il welfare rispetto alla realtà esterna.

E’ infatti pacifico come l’Impresa che attui il welfare ai propri dipendenti è un’impresa che – concettualmente – è già pronta a compiere gli ulteriori passi che la qualificheranno come un soggetto di crescita sociale oltre che un semplice soggetto economico, mi riferisco alla certificazione SA 8000, al codice etico e, per concludere al bilancio ambientale ovvero a quell’insieme di policies e condotte che sono ricomprese nel più generale BILANCIO SOCIALE.

Pier Corrado Cutillo
(Segretario Generale UNICA)

1° Congresso Nazionale costituente di UNICA Trasporti.

Lunedì 27 in Salerno, il Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis con il Presidente del Consiglio Nazionale Stefano Diquattro interverranno ai lavori del 1° Congresso Nazionale costituente di UNICA Trasporti.
La costituenda Associazione di Categoria opererà in tutela delle aziende dei settori logistica, trasporto su gomma e servizi di consegna.
Il Presidente Nazionale ha dichiarato: “sono felice di partecipare a questo evento e mi congratulo per l’operato sin qui svolto con il Commissario ad acta Paolo Ioele, spero che UNICA e UNICA Trasporti possano ancora avvalersi dell’opera di questo valente Dirigente non più in un ruolo straordinario ma quale responsabile democraticamente eletto”.