Category: attività sindacale

“Linea Diretta Tour” fa tappa a Milano il 17 dicembre 2021

Sta per svolgersi a Milano presso Starhotel E.c.ho, la seconda tappa di “Linea Diretta Tour”, serie di incontri finalizzati a favorire il dialogo tra i vari attori del mondo del lavoro, e ad approfondire temi attuali presenti nell’ agenda politico- economica nazionale. Unica raccoglierà al proprio tavolo rappresentanti di enti ed istituzioni operanti nel capoluogo lombardo, insieme a tecnici, per analizzare la situazione delle imprese sul territorio. Come per la tappa di Salerno, svoltasi il 19 Novembre sorso, si tratteranno temi quali digitalizzazione, sicurezza sui luoghi di lavoro, smart working ecc. L’approfondimento sul Greenpass sarà a cura di Simone Cagliano, Esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, mentre per l’evoluzione della normativa sullo smart working il presidente ANCL Milano Alessandro Graziano illustrerà la proposta dell’associazione dei consulenti del lavoro. Si analizzerà inoltre Il recente D.L. 146/2021 contenente il rafforzamento dell’attività di coordinamento ed ispettiva e l’inasprimento delle sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti con Patrizia Muscatello, Capo Ispettorato Territoriale del Lavoro Area Nord Ovest, Andrea Rapacciuolo Responsabile Processo Funzionamento Ispettorato Interregionale del Lavoro di Milano e con l’ispettore ing. Ing. Paolo Schiavone.

Il Responsabile Unità organizzativa vigilanza presso la Direzione di Coordinamento Metropolitano di Milano, Raffaele Perillo farà una disamina sul canale informatico dell’istituto, e porrà l’attenzione sull’aumento dell’utilizzo della tecnologia dovuto alla pandemia, inoltre si parlerà di agevolazioni alle assunzioni e bonus posti in essere dall’istituto di previdenza.

Interverranno inoltre Fortunato Barone e Vincenzo Comune, Avvocati lavoristi, area giuridico –sindacale di Unica.

Non mancherà l’intervento del Presidente Nazionale di Unica, Stefano Diquattro, che evidenzierà come l’associazione intende stare al fianco degli imprenditori in uno scenario in continua evoluzione, sia tecnica che socio-culturale. Sull’importanza di instaurare un dialogo proficuo e continuato tra i vari attori del mondo del lavoro, Alessandro D’Amico Vicepresidente Nazionale di Unica, farà il punto e indicherà i propositi in campo per i prossimi incontri.

Modererà i lavori Gianluigi De Sanctis Direttore Centrale di Federazione Unica.

 

“Linea Diretta Tour” La prima tappa a Salerno

UNICA in collaborazione con Enti, istituzioni organizza una serie di eventi rivolti ad imprenditori, professionisti e operatori del settore. Dopo l’emergenza sanitaria è necessario pensare alla ripartenza delle PMI tra obblighi, adempimenti e proposte con un tavolo tecnico per approfondire tutte le tematiche relative alla ripresa delle attività, e  analisi degli strumenti innovativi e utili al miglioramento della qualità della vita lavorativa. Un confronto aperto al tavolo con esponenti di enti ed istituzioni dopo l’emergenza sanitaria che ha cambiato profondamente la cultura di gestione aziendale rimettendo al centro la nuova sicurezza dei lavoratori e non solo.

L’incontro-dibattito, organizzato da Federazione Unica Unione nazionale italiana micro e piccole imprese del commercio, dei servizi e dell’artigianato, il 19 novembre 2021, nella sede di Unica a Salerno.

L’iniziativa, prima tappa di “Linea diretta tour” (il prossimo incontro a Milano il 17 dicembre) del ciclo di incontri promossi per favorire il dialogo tra i diversi attori  del mondo del lavoro e cercare un confronto a tutto campo su aspetti e questioni al centro del dibattito politico nazionale, a partire dal green pass e dalla sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra i temi trattati gli ammortizzatori sociali sono stati al centro dell’intervento di Mauro Marucci, consulente del lavoro esperto Fondazione Studi che ha fatto il quadro su «situazione pandemica, strumenti disponibili e riforma». Il direttore Inps Salerno, Ciro Toma, ha illustrato, tra le altre cose, le possibilità offerte, per il biennio 2021/2022, di esonero contributivo per le donne assunte e di Cig. In tema di “sicurezza sul lavoro”,  da remoto, Giuseppe Cantisano, Capo dell’ispettorato interregionale del lavoro del Sud Italia, ha fatto il punto sulle nuove normative. Sul “lavoro di domani”, fra energia green e digitale si è soffermato Carlo Zinno, Presidente dell’ordine dei Consulenti del lavoro di Salerno. L’importanza della federazione Unica “risorsa per le imprese e i professionisti” ne ha parlato il presidente nazionale Stefano Diquattro. Durante la tavola rotonda si è discusso anche di “rappresentatività delle organizzazioni sindacali” con Antonio Zoina, direttore dell’ispettorato del lavoro di Salerno, e  di applicabilità delle norme e difficoltà dei professionisti nelle realtà aziendali con l’avvocato Pasquale Visconti.

TREDICESIMA PIU’ BASSA NEL 2020 – CAUSA COVID19

 

Quest’anno la Tredicesima mensilità più bassa a causa del COVID
Per quanto successo nei mesi scorsi, ancora oggi , molte aziende sono costrette ad utilizzare la cassa integrazione per i loro dipendenti, al fine di fronteggiare la crisi economica. L’utilizzo di tale strumento oltre ad incidere, con una differenza negativa, su quanto percepito rispetto allo stipendio mensile, inciderà anche sulla tredicesima mensilità.

L’importo varierà in basa sia alla durata del periodo di cassa integrazione, sia per i motivi: sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.

La tredicesima si matura mensilmente sulla base delle ore lavorate e per poterne godere appieno occorre che si abbia lavorato per tutto l’anno. Quest’anno il datore di lavoro erogherà la 13° mensilità per i soli ratei proporzionati ai mesi lavorati; per i mesi di cassa integrazione l’INPS ha erogato quanto dovuto di sua competenza già nell’importo dato per la cassa integrazione.

Si può riassumere che chi è stato in cassa integrazione a zero ore, non matura per quel periodo la gratifica natalizia perché la cifra spettante è già compresa nel bonifico mensile che l’Inps ha erogato al lavoratore.

Chi è stato in cassa integrazione con orario ridotto ha invece diritto ai ratei di tredicesima, ma solo  sulle ore lavorate, di conseguenza risulterà più bassa rispetto a quella di un anno “normale”.

Ad essere interessati dalla decurtazione sono solo i lavoratori in cassa integrazione, mentre la riduzione non riguarderà i pensionati, i dipendenti pubblici né quelli privati che abbiano continuato a lavorare come sempre.

 

 

                                                                                  CDL Riccardo Trimarco

Presidente Associazione giovani Consulenti del Lavoro di Napoli

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Corso On-Line Best Practices per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro ai tempi del COVID-19

UNICA per far sentire ancora di più la propria presenza nei confronti delle aziende associate ha organizzato, attraverso UNICA Formazione, un percorso formativo utile per le aziende che dovranno essere operative e gestire la Fase2.

Il percorso formativo On-Line tratterà le tematiche previste dal Nuovo protocollo Sicurezza del 24/04/2020 e prevede i contenuti validi per gli obblighi previsti per i Datori di Lavoro con consigli utili per la prevenzione e gestione delle procedure da attuare in materia di Salute, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

A fine corso verrà riclasciato un attestato di partecipazione utile e valido ai fini degli adempimenti previsti dal Protocollo Sicurezza sottoscritto il 24/04/2020.

Per partecipare basta compilare il form che trovi in basso oppure scaricando la locandina ed inviarla, compilata, all’indirizzo unica_formazione@federazioneunica.it o segreteria_nazionale@federazioneunica.it

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Articolo Federazione UNICA Italia Oggi – 05/05/2020

 Un nuovo modello di sviluppo;
L’analisi di come cambierà lo scenario della contrattazione collettiva;
Un manifesto condiviso su come e con quali strumenti dovrà ripartire il paese.

Scarica l’articolo e segui le news e le pubblicazioni di UNICA

FederazioneUNICA_ItaliaOggi_05/05/2020

#CORONAVIRUS – Disposizioni e Documenti Utili

In virtù del susseguirsi delle misure attuate dal Governo per contrastare l’emergenza sanitaria è stato autorizzato il nuovo modello di Autocertificazione da produrre.

Ricordiamo alle nostre strutture, i Centri Servizi, le Delegazioni e gli associati che gli unici motivi per cui è possibile uscire sono:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • situazioni di necessità;
  • motivi di salute;
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Di seguit riportiamo il nuovo modello di autorcertificazione da utilizzare.

nuovo_modello_autodichiarazione_26.03.2020_editabile

 

 

I contratti Cisal-Unica sono legittimi. Atti stipulati nel rispetto delle leggi e della Costituzione.

di Fulvio De Gregorio
(Presidente del Consiglio Direttivo dell’ENBIC – Ente Bilaterale Confederale)

L’Ente bilaterale confederale Enbic, punto di riferimento della contrattazione in essere tra le organizzazioni della Cisal e le associazioni datoriali Anpit, Cidec, Cepi, Confimprenditori, Pmi Italia, Uai e Unica vuole rassicurare le aziende che applicano i contratti dei settori commercio, servizi ausiliari, turismo e pubblici esercizi, raggruppati impropriamente nel calderone del cosiddetto terziario, che nulla è cambiato a livello normativo.

Le dichiarazioni rese lo scorso 26 giugno 2018 dal sottosegretario al ministero del lavoro, Claudio Durigon, spazzano via ogni dubbio sull’allarme determinato da alcuni passaggi della nota dell’Inl del 20 giugno u.s. che già erano in parte presenti nella circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro n. 3/2018.

Il sottosegretario al ministero del lavoro, Claudio Durigon, così si esprime infatti sui contratti stipulati da Anpit unitamente alle altre associazioni datoriali firmatarie sopra richiamate: «In questi anni avete stipulato, nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della costituzione, una contrattazione collettiva nazionale con la Cisal (confederazione sindacale dichiarata comparativamente più rappresentativa dalla presidenza del consiglio dei ministri e membro del Cnel) che ha saputo guardare con grande attenzione alle evoluzioni del sistema economico nazionale e globale e conseguentemente alle evoluzioni normative, offrendo un contributo importante al sistema delle relazioni industriali».
Niente di più vero!

Attualmente è pacifico che tutti i contratti di lavoro stipulati tra organizzazioni sindacali dei lavoratori e associazioni datoriali siano validi ed efficaci per il nostro ordinamento giuridico e che tutte le aziende siano libere di applicarli nel rispetto, ovviamente, dell’art. 36 della Costituzione (retribuzione sufficiente) e delle leggi che regolano la contribuzione e la fruizione di benefici fiscali. Per maggiore chiarezza va detto che sia la Fondazione studi consulenti del lavoro, sia successivamente illustri giuslavoristi ed esperti della materia (vedasi articoli pubblicati sul nostro sito) avevano già mosso fondate critiche alle argomentazioni dell’Inl, ritenendole inappropriate rispetto al dato normativo, arrivando a prevedere l’apertura di un fortissimo contenzioso, in quanto solo l’attuazione dell’art. 39 della Costituzione, attraverso una legge approvata dopo avere sentito tutte le parti sociali, consentirebbe di individuare, sia le associazioni comparativamente più rappresentative. sia eventuali contratti «leader».

Del resto è certo che la questione della maggiore comparatività delle associazioni sindacali e datoriali, in assenza di un provvedimento legislativo, non possa trovare soluzione, come pure è chiaro che un contributo (pur non risolutivo ed esaustivo) possa attualmente rinvenirsi solo nell’esito della procedura  seguita dal ministero del lavoro per scegliere le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative oggi presenti nel Cnel, cioè le Confederazioni sindacali Cgil, Cisal, Cisl, Ciu. Confedir, Confsal, Ugl e Uil. Non vi è dubbio che esista infine una obiettiva difficoltà nell’individuare il contratto «leader» di settore, non solo per l’assenza di dati numerici certi e insindacabili, ma anche per il fatto che la definizione del settore non può essere demandata ad accordi tra le parti interessate, ma deve essere demandata ad una legge.

È opportuno al riguardo precisare che la mancata applicazione da parte delle aziende del contratto «leader» è pienamente legittima e non impedisce comunque la fruizione dei benefici per l’apprendistato, né potrebbe comportare sanzioni nel caso la legge parli di deroghe consentite genericamente alla «contrattazione collettiva» o faccia semplicemente riferimento alle «organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative», com’è il caso di alcuni istituti regolati dal dlgs 81/85.

A giudizio di tutte le parti che sostengono la contrattazione che ruota intorno all’Enbic, un primo passo per giungere a regole certe contro il dumping contrattuale è quello di stabilire per legge il salario minimo garantito in attuazione dell’art. 36 della Costituzione, così come previsto dal programma dell’attuale governo.

Ci auguriamo, infine, che il ministro Di Maio riceva al più presto tutte le parti sociali, presenti o meno nel Cnel, per fermare iniziative anomale che rischiano di creare delle crisi occupazionali irreversibili, aggravando la drammatica situazione del paese e del sud in particolare.

La posizione di UNICA in merito alla Circolare n. 3/2018 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La circolare INL 3/2018 del 25 gennaio 2018, a firma Pennesi, riprende pedissequamente quanto più volte affermato da atti, interpelli e “veline” che gli ambienti del MLPS hanno in questi ultimi anni prodotto per consolidare una opinione condivisa sulla fantomatica applicabilità dell’altrettanto fantomatico principio della “maggiore rappresentatività in termini comparativi”.

Principio questo, che al pari di altri grandi classici del pensiero umano, quali – a titolo di mera esemplificazione: è nato prima l’uovo o la gallina, gli incontri con l’Olandese volante o i sempre attuali unicorni, non possono che rimanere quello che sono, delle semplici fantasie.

Fantasie e solo fantasie perché il Legislatore, nel breve arco temporale intercorrente tra il 1° gennaio 1948 e oggi, non ha inteso, per i più svariati motivi, dare attuazione pratica a quanto fissato dall’art. 39, terzo comma, della Costituzione repubblicana.

Quindi, per non tediare i lettori, tutto il castello di normative e rimandi a normative che si riaggancino alla citata e non meglio definibile “maggiore rappresentatività in termini comparativi”, altro non è se non carta sprecata.

Ora, per non essere tacciati di assumere posizioni pregiudiziali, ci limiteremo a citare la sentenza n. 231/2013 della Corte Costituzionale dove, oltre al corretto giudizio di illegittimità su quello che era il testo dell’articolo 19 della Legge 300/1970, così come modificato dal referendum parzialmente abrogativo del 1995, la Corte ha chiaramente ribadito che la riserva di legge prevista dal citato articolo 39, terzo comma, non può, in alcun modo, essere surrogata dall’affastellarsi di diversi ed eterogenei provvedimenti legislativi e/o amministrativi.

In conclusione, uscendo dal tono scherzoso che abbiamo assunto quale unico antidoto al fastidio che ci arreca questa politica del ministero del lavoro di totale acquiescenza ai desiderata dei “soliti noti”, ci preme rimarcare come – rebus sic stantibus – l’ordinamento italiano non preveda alcuna norma per definire il grado di rappresentatività  delle organizzazioni sindacali dei lavoratori se non la Legge 936/1986, dove all’art. 2, lettera b), si indicano in 22 i rappresentanti complessivi delle organizzazioni sindacali dei lavoratori da inserire all’interno del plenum del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Ora, stante la ovvia esistenza di ben più di 22 organizzazioni sindacali dei lavoratori in Italia, questa rimane l’unica previsione legislativa che consenta di valutare la rappresentatività presuntiva delle diverse sigle.

Ecco quindi che il combinato disposto del rispetto dell’art. 1, primo comma, della Legge 389/1989 e l’applicazione di un contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto, per la parte dei lavoratori, da sigle presenti al CNEL è sempre valido ed applicabile sia in assoluto, sia in riferimento a tutte le disposizioni di Legge citate dalla menzionata Circolare INL n. 3/2018.

“Il FUTURO è la nostra IMPRESA” – Congresso Confederale FENAPI – Salerno 12 e 13 aprile 2018.

Nei giorni del 13 e 14 aprile si è svolto a Salerno il Consiglio Confederale di FENAPI.

Nel corso della due giorni di lavoro si sono tenuti, oltre al citato Consiglio Confederale, anche due convegni di notevole interesse: “finanza pubblica e privata più vicina alle PMI con il supporto dei CONFIDI vigilati” e “infortuni sul lavoro e malattie professionali”.

In questo Consiglio Confederale ordinario, il primo dopo le dimissioni da Direttore di Cateno De Luca, si è proceduto, così come previsto dallo Statuto di FENAPI, all’approvazione del bilancio consuntivo 2017, al reintegro del plenum delle cariche confederali resesi vacanti nel corso dell’anno, oltre a ciò il Consiglio – operando una modifica statutaria – ha previsto l’attivazione del ruolo di Segretario Generale di FENAPI Group al fine di meglio coprire i bisogni di raccordo tra la Presidenza, organo politico, e la struttura amministrativa della Confederazione. Alla carica di Segretario Generale è stato chiamato l’amico e collega Concetto Parisi a cui vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte di noi tutti di UNICA.

Altresì la Confederazione ha deliberato la costituzione di un Centro Studi che possa coadiuvare l’azione di individuazione e di formazione delle nuove leve dirigenti di FENAPI.

Nel corso della relazione di replica il Presidente confederale di FENAPI Group Carmelo Satta ha ricordato le avversità e gli ostacoli che si sono posti sul cammino della nostra Organizzazione nel corso dello scorso anno, ribadendo, tuttavia, la propria più incondizionata convinzione che queste difficoltà, lungi dal fermare lo sviluppo di FENAPI, ne rafforzeranno la fibra ed il grado di coesione interna, rendendoci – di fatto – più forti di prima.

Durante i lavori del Consiglio Confederale è intervenuto, con grande emozione di tutti i partecipanti, l’amico Cateno De Luca che, nel corso del suo intervento, ha tracciato una rapida sintesi delle note vicende giudiziarie che lo hanno visto – insieme ad altri dirigenti FENAPI – coinvolto negli scorsi mesi e che ora si sono, tutte, positivamente concluse. De Luca ha poi riconfermato la propria scelta dell’impegno politico per e nella sua terra, rappresentato dal suo essere Parlamentare regionale e dalla sua volontà di concorrere alle prossime elezioni per il municipio di Messina.

UNICA, al suo primo Consiglio Confederale successivo alla conclusione del processo di integrazione con la FENAPI, è stata rappresentata da una folta e valida delegazione composta dal Presidente Nazionale Gianluigi De Sanctis che ha anche portato il nostro saluto al’Assemblea, dal Presidente del Consiglio Nazionale Stefano Diquattro, dall’Amministratore del Centro Servizi Nazionale UNICA Daniela Casabianca e da molteplici delegati territoriali e categoriali accompagnati dal Segretario Generale Pier Corrado Cutillo.

A margine dei lavori confederali, UNICA ha svolto un proprio Consiglio Nazionale e ha deliberato tutta una serie di iniziative organizzative e di proselitismo che si svilupperanno nel corso dei prossimi mesi.

UNICA e FENAPI, da oggi fianco a fianco.

Un anno fa (26 gennaio 2017 alle 02:26 del mattino) firmavamo l’accordo di adesione di UNICA a FENAPI negli uffici della vecchia sede Fenapi.

Oggi, a completamento del piano di adesione definito 12 mesi fa, stiamo ultimando lo spostamento dei nostri uffici da Via Conegliano 18, al nuovo Quartier Generale della FENAPI sito in Roma – Corso d’Italia n° 39. 

Come noto UNICA dalla sua costituzione (2007) ha aderito alla CIDEC con cui ha vissuto nove lunghi anni di successi comuni. Questo rapporto si è poi sciolto (con decorrenza 29 gennaio 2017 come adesione politica ed il 30 giugno 2017 per le coperture di Legge) per la reciproca constatazione dei differenti e non più conciliabili obiettivi che guidavano le azioni di CIDEC e di UNICA.

UNICA ha scelto come partner la Confederazione FENAPI al fine di proseguire nella strada intrapresa in questi ultimi anni vale a dire costituire una rete di Centri Servizi per le imprese associate che consenta la fase di crescita e consolidamento della Federazione e del suo sistema sindacale.

Grazie alla nostra adesione a questa Confederazione, i servizi che potremo offrire alle imprese associate ed ai i loro dipendenti si arricchiscono ulteriormente.

A questa rete di servizi si aggiunge e si integra completandola la nostra rete sindacale e para contrattuale composta da sette contratti collettivi (Commercio, Servizi, Terziario, Vigilanza, Turismo, Case di Cura, Logistica e Trasporti) , un ente bilaterale (ENBIC), una cassa mutua per i lavoratori inquadrati dai nostri CCNL (con MBA), la convenzione per la formazione finanziata (Conto di Rete Focus) e – ultimo arrivato – l’OPN e la sua rete di OPT (ENBIC SICUREZZA), per seguire sempre più efficacemente i nostri associati nelle questioni inerenti la sicurezza e quanto specificatamente disposto dal D. Lgs. n.81/2008.

UNICA però ha dovuto anche provvedere alla chiusura di alcuni Centri Servizi che si erano dimostrati incapaci di seguire le linee guida dell’associazione e che non erano stati in grado di integrare ai servizi tradizionalmente offerti le nuove opzioni associative che UNICA ha attivato in questo biennio.

Le imprese associate a UNICA che si appoggiavano ai CSU terminati in sede di ristrutturazione della rete, potranno appoggiarsi al CSN il quale sarà in grado di offrire nuove modalità di erogazione dei servizi tradizionali e sempre nuove opzioni per quelli innovativi.

Buon lavoro a tutti con UNICA 2.0.